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20 settembre 1905 – A Porta Pia nasce il cinema italiano: Roma guarda se stessa sul grande schermo

Il 20 settembre 1905, davanti a Porta Pia, Filoteo Alberini presenta La presa di Roma. Una manciata di minuti di immagini che segna simbolicamente la nascita del cinema italiano. E tutto comincia da un’idea semplicissima e formidabile: proiettare la storia proprio nel luogo in cui la storia era accaduta.

20 settembre 1905 – A Porta Pia nasce il cinema italiano: Roma guarda se stessa sul grande schermo

Trentacinque anni dopo la Breccia, davanti alla stessa Porta Pia viene proiettato La presa di Roma di Filoteo Alberini. Pochi minuti di pellicola che segnano simbolicamente l’inizio della cinematografia italiana. E la Capitale, prima ancora di Cinecittà, scopre di essere già un set.

Roma, 20 settembre 1905. Sul piazzale davanti a Porta Pia non ci sono più cannoni né bersaglieri all’assalto. C’è invece qualcosa che, per l’epoca, deve sembrare quasi altrettanto rivoluzionario: un grande schermo bianco.

Davanti a migliaia di persone vengono proiettate immagini che raccontano proprio ciò che era accaduto in quel luogo trentacinque anni prima: la fine della Roma pontificia e l’ingresso delle truppe italiane nella città.

Il film si intitola La presa di Roma ed è firmato da Filoteo Alberini, inventore e pioniere che nello stesso 1905 aveva dato vita con Dante Santoni a una delle prime strutture produttive cinematografiche italiane, destinata poi a diventare la Cines.

Dieci minuti per inventare un’industria

Per gli standard dell’epoca è quasi un kolossal: circa 250 metri di pellicola, una decina di minuti di durata, sette quadri e un costo indicato dalle fonti in circa 500 lire. Oggi ne sopravvivono soltanto alcuni minuti.

Alberini ricostruisce la trattativa con le truppe pontificie, l’assalto dei bersaglieri e la caduta della Roma di Pio IX. Ma l’intuizione più straordinaria non è soltanto cinematografica. È scenografica: far vedere la Breccia davanti alla Breccia.

La storia non viene raccontata dentro un teatro. Viene restituita ai romani nello stesso luogo in cui era accaduta.

Prima di Cinecittà, c’era già Roma

La proiezione del 20 settembre 1905 viene generalmente considerata la consacrazione pubblica di La presa di Roma e uno degli atti fondativi del cinema italiano. Esistono documenti relativi a una precedente proiezione a Livorno pochi giorni prima, ma è l’evento romano a essere rimasto nell’immaginario come il battesimo simbolico della nuova industria nazionale.

Ed è difficile immaginare un esordio più romano. La città diventa contemporaneamente protagonista, scenario e spettatrice di se stessa.

Molto prima di Cinecittà, della Dolce Vita, di Fellini e dei kolossal americani lungo la via Tuscolana, Roma aveva già intuito quale sarebbe stato il suo rapporto con il cinema: concedergli le proprie strade e, in cambio, diventare eterna una seconda volta.