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21 settembre 1922 – Roma si regala il suo salotto: nasce la Galleria Colonna

Apre la Galleria Colonna, oggi Galleria Alberto Sordi. Nata mentre Roma cercava finalmente di assumere l’aspetto di una capitale europea, diventa uno dei suoi salotti più celebri. Cent’anni dopo sono cambiate le vetrine, i negozi e i passanti. Ma a pochi metri da Montecitorio una cosa non è cambiata: Roma continua ad andare lì anche per guardare ed essere guardata.

21 settembre 1922 – Roma si regala il suo salotto: nasce la Galleria Colonna

Nel cuore politico della Capitale, oggi dedicata ad Alberto Sordi. Vetri, eleganza e negozi a due passi da Montecitorio: Roma prova a diventare una capitale europea e inventa uno dei suoi luoghi simbolo.

Roma cresceva, diventava capitale, si riempiva di ministeri, deputati, funzionari, giornalisti e nuovi borghesi. E naturalmente aveva bisogno anche di un posto dove farsi vedere. Il 21 settembre 1922 viene inaugurata in piazza Colonna quella che i romani conosceranno per decenni semplicemente come Galleria Colonna. Elegante, coperta, attraversabile, illuminata dalle grandi vetrate: una specie di salotto pubblico piazzato esattamente nel cuore del potere.

Il progetto era dell’architetto Dario Carbone e arrivava al termine di una gestazione lunghissima. L’idea di sistemare quell’area risaliva addirittura al 1872; furono presentati decine di progetti e trascorsero anni fra demolizioni, polemiche, ritrovamenti archeologici e difficoltà economiche. La Grande Guerra rallentò ulteriormente i lavori.

Una Milano in miniatura nel cuore di Roma

L’ispirazione era quella delle grandi gallerie commerciali europee: spazi nei quali passeggiare, incontrarsi, bere qualcosa e naturalmente comprare. Per Roma era quasi una rivoluzione di costume. La città delle piazze e dei vicoli scopriva il piacere tutto moderno di passeggiare al coperto, fra vetrine e caffè.

Piazza Colonna era ormai diventata uno dei centri della nuova vita politica italiana. Montecitorio era a pochi passi e intorno gravitava quel piccolo esercito di parlamentari, giornalisti, uomini d’affari e curiosi che già allora accompagnava la politica romana. La Galleria finì inevitabilmente per diventare parte di quel mondo.

I lavori e gli interventi sull’edificio, peraltro, sarebbero continuati ancora per anni, fino alla sistemazione definitiva del 1940.

Da Colonna ad Alberto Sordi

Poi arrivano le trasformazioni, il declino, le ristrutturazioni. Nel 2003, dopo un importante recupero, la vecchia Galleria Colonna viene dedicata ad Alberto Sordi, morto il 24 febbraio di quello stesso anno. Una scelta quasi inevitabile: quale nome migliore, per il salotto della città, di quello dell’attore che dei romani aveva raccontato vizi, tic, grandezze e miserie?

Nel 2024 un nuovo intervento di riqualificazione l’ha restituita ancora una volta alla città, con attività commerciali, uffici e spazi destinati anche agli eventi culturali.