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26 giugno 1984 – Un fiume di persone per l’addio a Enrico Berlinguer

26 giugno 1984 – Un fiume di persone per l’addio a Enrico Berlinguer

Ci sono giorni in cui una città sembra sospendere il proprio respiro. Il 26 giugno 1984 fu uno di quelli. Roma divenne il teatro di uno dei funerali più partecipati della storia repubblicana, l’ultimo saluto a Enrico Berlinguer, scomparso pochi giorni prima dopo il malore che lo aveva colpito durante un comizio a Padova.

Fin dalle prime ore del mattino, una moltotudine di persone iniziò a convergere verso il centro della Capitale. Treni straordinari, pullman e automobili portarono a Roma persone provenienti da ogni parte d’Italia. Molti avevano viaggiato per tutta la notte pur di essere presenti a quella che, fin dall’inizio, apparve come una giornata destinata a entrare nella storia.

Un corteo oltre le appartenenze politiche

Tra la folla non c’erano soltanto iscritti e simpatizzanti del Partito Comunista Italiano. Operai, studenti, professionisti, pensionati e semplici cittadini si ritrovarono fianco a fianco per rendere omaggio a un uomo che, anche tra gli avversari politici, godeva di una reputazione legata al rigore morale e alla coerenza personale.

Il corteo funebre attraversò una Roma silenziosa come raramente era accaduto. Le bandiere rosse si alternavano ai tricolori, mentre lungo le strade migliaia di persone salutavano il passaggio del feretro con applausi, commozione e rispetto. Per molti non era soltanto l’addio a un leader politico, ma la fine di una stagione della vita pubblica italiana.

La marea umana

Il cuore della cerimonia fu Piazza San Giovanni. La piazza simbolo delle grandi mobilitazioni popolari apparve completamente gremita, con una presenza che si estendeva ben oltre i suoi confini naturali. Le stime dell’epoca parlarono di oltre un milione di persone, una partecipazione straordinaria che rese quel funerale uno degli eventi pubblici più imponenti del Novecento italiano.

Sul palco si alternarono dirigenti politici italiani e rappresentanti internazionali, mentre lunghi applausi scandivano i momenti più significativi della commemorazione. Ma ciò che colpì maggiormente fu il silenzio della folla, quasi irreale per una massa così imponente.

Pagina indelebile della storia di Roma

A oltre quarant’anni di distanza, le immagini di quella giornata continuano a rappresentare una delle fotografie più potenti della storia italiana. Piazza San Giovanni trasformata in un mare di persone, le bandiere al vento e il raccoglimento collettivo raccontano meglio di qualsiasi cronaca il rapporto che legava Berlinguer a una parte importante del Paese.

Per un giorno Roma non fu soltanto la capitale politica della Repubblica. Divenne il luogo della memoria condivisa, il palcoscenico di un addio che superò le appartenenze ideologiche e si trasformò in un momento di storia nazionale. Un evento che ancora oggi resta impresso nella memoria collettiva come il giorno in cui un’intera città si fermò per salutare uno dei protagonisti del Novecento italiano.