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5 ottobre 1952 – Nasce uno showman romano dalle mille voci

5 ottobre 1952 – Nasce uno showman romano dalle mille voci

Prima di imitare Morandi, Reitano, Baglioni e decine di altri personaggi famosi, Gigi Sabani aveva già trovato il suo primo pubblico. Era quello di casa. Bambino romano, cresciuto osservando e ascoltando tutto, si divertiva a riprodurre voci, rumori, tic e persino il passaggio della circolare rossa della Prenestina. Aveva appena cinque anni e, senza saperlo, stava già preparando il repertorio di una vita.

Roma, del resto, è sempre stata una scuola naturale per chi sa cogliere accenti, gesti e personaggi. Sabani aveva quel dono raro: non si limitava a copiare una voce, riusciva a restituirne il carattere.

Dalla radio alla grande televisione

La svolta arrivò nel 1973, quando la sorella Isabella lo iscrisse, quasi di nascosto, alla versione radiofonica de La Corrida di Corrado. Lui si presentò con le sue imitazioni e cominciò a farsi conoscere. Dopo Castrocaro, nel 1979 arrivò la Gondola d’Oro su Rai 1. Bastarono pochi minuti perché Pippo Baudo capisse che davanti a sé non c’era soltanto un bravo imitatore.

Da lì si aprirono le porte della televisione che allora entrava ogni sera nelle case degli italiani: Domenica In, Fantastico, Premiatissima, Ok, il prezzo è giusto!, Stasera mi butto. Nel 1991 tornò a Domenica In, ma stavolta da conduttore.

Sabani sapeva fare un po’ tutto: imitava, cantava, presentava, improvvisava. Aveva il passo veloce del varietà di una volta, quello in cui bisognava reggere il palco senza filtri e senza seconde possibilità.

Il successo, la caduta e il ritorno

Negli anni Novanta arrivò anche il momento più difficile. Una vicenda giudiziaria compromise pesantemente la sua carriera, ma Sabani venne poi scagionato e ottenne un risarcimento per il periodo trascorso agli arresti domiciliari.

Tornò comunque in televisione, tra Rai e Mediaset, con programmi come Sette per uno, La sai l’ultima? e I fatti vostri. Morì improvvisamente a Roma il 4 settembre 2007, colpito da un infarto, a poche settimane dal suo cinquantacinquesimo compleanno.

Di lui resta il ricordo di una televisione diversa, più artigianale e forse più ingenua, nella quale il talento poteva nascere anche così: ascoltando un tram passare sotto casa e trasformando quel rumore, un giorno, in applausi..