Raccont di una Capitale alle prese con fragilità economiche, emergenza abitativa e difficoltà di accesso alle cure. Oltre 310mila pasti distribuiti e migliaia di famiglie sostenute. Ma cresce anche la richiesta di aiuto da parte di chi non si era mai rivolto alla solidarietà.
A Roma c’è una città che non compare sulle cartoline, non frequenta i ristoranti stellati e considera un lusso persino fare la spesa. È la Capitale della povertà, quella che ogni giorno cerca una mano per arrivare a sera. Nel 2025 circa 60mila persone hanno chiesto aiuto alla Caritas di Roma. Una popolazione grande quanto un comune di medie dimensioni, che vive all’ombra del Colosseo senza avere molto da celebrare.
Il bilancio annuale dell’organizzazione restituisce una fotografia impietosa delle difficoltà sociali della Capitale. A tenere in piedi questa rete di solidarietà sono 241 parrocchie e oltre 1.600 volontari, impegnati dove il welfare pubblico spesso fatica ad arrivare.
La fame non aspetta: oltre 310mila pasti in un anno
I numeri raccontano una realtà che sarebbe difficile ignorare. I Centri di ascolto hanno seguito 12.619 persone: 4.423 nelle tre strutture diocesane, tra migranti, famiglie italiane e residenti di Ostia, e 8.196 nella rete parrocchiale. Considerando i familiari, quest’ultima ha raggiunto 16.132 cittadini. Il dato più significativo riguarda i nuovi arrivati: il 43% si è rivolto alla Caritas per la prima volta nel 2025.
Nelle tre mense sono passate 12.297 persone, per un totale di 310.565 pasti distribuiti. Il 76% degli utenti è di origine straniera. Altri 3.535 hanno varcato per la prima volta la soglia delle strutture. I cinque Empori della solidarietà hanno sostenuto 1.362 nuclei familiari, circa 4.200 persone. Attraverso i buoni spesa sono state aiutate altre 1.039 famiglie, pari a 3.210 cittadini.
Un letto, un medico e qualcuno che aiuti a studiare
La povertà, naturalmente, non si misura soltanto a tavola. L’Ostello Don Luigi Di Liegro ha ospitato 554 persone, garantendo 63.826 pernottamenti. Casa Santa Giacinta ne ha accolte 126, con 28.983 notti di ospitalità. Per i richiedenti asilo, Casa Santa Bakhita ha dato rifugio a 35 persone, tra madri e bambini, mentre Ferrhotel ha accolto 53 uomini.
Sul fronte sanitario, il poliambulatorio di Termini ha incontrato 3.707 persone provenienti da 117 Paesi, prendendone in carico 2.486 ed erogando 17.112 prestazioni. Il servizio odontoiatrico ha assistito 788 pazienti con 3.330 interventi.
C’è poi la povertà educativa: nell’anno scolastico 2025-2026, 82 comunità parrocchiali hanno organizzato attività di doposcuola, 39 delle quali avviate grazie al sostegno Caritas.
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