Cantieri per il Giubileo, un parco auto privato da record e una rete infrastrutturale che necessita di continua manutenzione. È questa la miscela esplosiva che sta letteralmente paralizzando il trasporto pubblico locale della Capitale.
A certificare il collasso della mobilità romana non sono le proteste dei pendolari, ma i numeri ufficiali elaborati dall’Ufficio Statistico di Roma Capitale all’interno del rapporto 2026 sul “Benessere Equo e Sostenibile” (BES). Un’analisi impietosa che mette a confronto le performance di Roma con il resto del Paese: autobus, tram e metropolitane viaggiano a velocità nettamente inferiori rispetto alla media italiana.
Gomma, ferro e rotaie: il confronto impietoso con l’Italia
Guardando ai mezzi su gomma, la velocità media di autobus e filobus a Roma si attesta su appena 15,6 km/h, contro una media nazionale di 16,7 km/h. A pesare sulle corse è la giungla del traffico capitolino: in città circolano oltre 2 milioni e 365mila veicoli, generando una densità da incubo pari a 1.837 mezzi per chilometro quadrato, a fronte di una media italiana di soli 184 veicoli.
La situazione si fa ancora più critica se si passa ai tram, soffocati dalla mancanza di corsie protette e riservate. I convogli romani viaggiano ad appena 10,4 km/h, mentre nel resto d’Italia la media tocca i 13,4 km/h. Una differenza di 3 chilometri all’ora che azzera la competitività del mezzo su ferro di superficie, un ritardo strutturale che difficilmente potrà essere colmato nell’immediato persino con l’arrivo dei nuovi convogli.
Nemmeno il sottosuolo riesce a salvare il bilancio della mobilità. Le metropolitane della Capitale toccano una velocità media di 25,9 km/h rispetto ai 28 km/h della media nazionale, pagando lo scotto di infrastrutture obsolete. L’usura dei vecchi binari non ancora sostituiti impone infatti rallentamenti di sicurezza fino a 15 km/h in diversi tratti. Criticità che rischiano di rendere irraggiungibile l’obiettivo del Campidoglio di abbassare i tempi di attesa a 4 minuti sulle linee chiave come la Metro B.
La bocciatura dei pendolari: solo l’8,8% promuove il servizio
Con tempi di attesa indefiniti e velocità a passo d’uomo, l’insoddisfazione dei cittadini appare quasi inevitabile. Il giudizio espresso dai romani sui servizi di superficie è nettamente più severo rispetto al resto del Paese: appena l’8,8% degli utenti assidui assegna al Tpl capitolino un voto pari o superiore all’8, contro una media nazionale di promossi che supera il 20,9%.
Nonostante i disservizi e la lentezza cronica della rete, la dipendenza dei romani dal trasporto pubblico resta altissima. A fronte di una media italiana dove solo il 13,5% della popolazione sceglie abitualmente i mezzi pubblici, nella Capitale la quota di utenti sale al 25,3%. Un quarto della città resta dunque incastrato ogni giorno in un sistema di mobilità che viaggia a scartamento ridotto.

