Mentre il Governo si prepara a portare in Consiglio dei Ministri una proposta che introduce un tetto del 30% a classe per gli alunni stranieri che non conoscono adeguatamente l’italiano, a Roma si guarda alla questione da un’altra prospettiva, che mira non solo a distribuire diversamente gli studenti, ma anche e soprattutto ad intervenire sin dall’inizio del percorso all’interno dei nostri istituti, ossia quando la scuola è ancora un nido o una materna. È proprio questo il senso di “Tuttomondo – Un ponte tra culture per un’educazione inclusiva fin dalla prima infanzia”, il nuovo progetto della Capitale dedicato alla mediazione linguistica e culturale nelle strutture scolastiche comunali. Il bando resterà aperto fino al 7 ottobre, mentre il servizio è destinato a partire nel corso del 2027 e a coinvolgere i servizi educativi e scolastici dei diversi Municipi.
Dai nidi alle famiglie, il primo passo è comprendersi

Per un bambino che arriva in un ambiente nuovo, e per una famiglia che magari conosce poco il funzionamento dei servizi italiani, anche iscriversi al nido, capire come funziona il sistema educativo o più semplicemente riuscire a comunicare con educatori ed insegnanti può diventare un ostacolo. E se affrontato troppo tardi, quest’ultimo rischia di trasformarsi in una problematica ben più difficile da recuperare. Perciò, con “Tuttomondo” si cercherà di accompagnare i bambini con background internazionale e le loro famiglie nell’ingresso e nella partecipazione alla vita dei servizi educativi, prevenendo possibili situazioni di isolamento o disagio. Il progetto punta inoltre a fornire agli educatori e ai docenti strumenti utili per lavorare e garantire una mediazione che possa superare eventuali barriere linguistiche e culturali. A tal proposito, anche l’OCSE, all’interno del rapporto “The Integration of Children of Immigrants in OECD Countries”, pubblicato nel 2025, ha evidenziato come la frequenza dei servizi educativi per la prima infanzia possa avere effetti positivi sul successivo percorso scolastico dei bambini con background migratorio, sullo sviluppo linguistico e sull’integrazione.
Ciò nonostante, Tuttomondo non prevede un intervento identico per tutte le scuole. Anzi, le attività saranno calibrate sulle esigenze dei singoli territori, tenendo conto del numero di bambine e bambini con genitori immigrati presenti nelle singole strutture e classi. Ad ogni modo, il bando si rivolge ad imprese, cooperative e associazioni che abbiano competenze ed esperienza nel settore. Una volta individuati i soggetti incaricati, la mediazione accompagnerà dunque concretamente la vita dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali nel corso del prossimo anno.


