Mentre l’IA impazza anche in editoria (fa eccezione questo articolo…), ci sono ancora veri giornalisti in giro che si danno da fare. L’incontro romano, per esempio, tra Enrico Mentana e l’amministratrice delegata di Gedi alimenta le indiscrezioni sul futuro del direttore del TgLa7. Sullo sfondo, il progetto di una nuova televisione all news e l’ipotesi di un doppio incarico alla guida anche di Repubblica.
Un pranzo nel cuore di Roma, con vista sul mercato televisivo
Ci sono pranzi organizzati per mangiare e altri che finiscono direttamente nei retroscena. Quello tra Enrico Mentana e Mirja Cartia d’Asero, amministratrice delegata di Gedi, sembra appartenere alla seconda categoria. Il faccia a faccia è avvenuto alla trattoria Stendhal, nella Galleria Alberto Sordi, a pochi passi da Palazzo Chigi e Montecitorio: una zona perfetta per incontrarsi in assoluta riservatezza, purché nessuno conosca politici, giornalisti o camerieri.
Al centro del menù, secondo le indiscrezioni, potrebbe esserci stato il futuro professionale del direttore del TgLa7, il cui contratto con l’emittente di Urbano Cairo arriverà a scadenza alla fine del 2026.
Gedi sogna una Cnn italiana e pensa a Mentana
Ogni rinnovo di Mentana con La7 segue ormai un copione collaudato: voci di addio, trattative sospese, tensioni pubbliche e riconciliazione finale. Questa volta, però, il direttore potrebbe avere sul tavolo un’alternativa concreta. Il nuovo proprietario di Gedi, Theodore Kyriakou, punta infatti a trasformare il gruppo editoriale in una piattaforma multimediale, con una televisione all news ispirata ai grandi network internazionali. Per avviarla servono investimenti, redazioni e tecnologie. Ma soprattutto serve un volto capace di darle immediatamente peso e riconoscibilità.
Mentana, già fondatore del Tg5 e artefice del rilancio informativo di La7, rappresenterebbe la scelta più naturale. L’ipotesi più ambiziosa gli affiderebbe anche la direzione di Repubblica, almeno nella fase iniziale del nuovo corso, con Stefano Cappellini in un possibile ruolo operativo.
Cairo prepara Floris, ma la partita resta aperta
A rendere il quadro meno teorico contribuiscono alcuni segnali: le critiche espresse da Mentana sull’impostazione politica della rete, l’assenza alla presentazione dei palinsesti La7 e un rinnovo che continua a non materializzarsi. Cairo, naturalmente, non intende perdere senza reagire il volto simbolo della sua informazione. Per prudenza avrebbe già valutato Giovanni Floris come possibile successore: più che un piano B, una polizza assicurativa con tanto di talk show incorporato.
Dopo quindici anni al TgLa7, Mentana potrebbe dunque scegliere un’ultima grande sfida: costruire una nuova macchina editoriale invece di continuare a guidare quella esistente. Dopo l’estate si capirà se alla Stendhal sia stato servito soltanto il pranzo o anche il futuro dell’informazione italiana.

