Mercoledì 24 aprile, alle 19.30, Dacia Maraini sarà protagonista, nella basilica di Santa Maria in Montesanto – Chiesa degli Artisti a piazza del Popolo, di un dialogo sulla letteratura con la giornalista Marina Ricci. L’appuntamento sarà il quinto di “Frammenti di bellezza”, la sezione Incontri di “Una porta verso l’Infinito. L’uomo e l’Assoluto nell’arte”, progetto culturale ideato e curato dall’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato di Roma. Durante l’incontro, a ingresso libero, l’attrice Daniela Poggi leggerà alcuni brani tratti dalle opere di Dacia Maraini.

Classe 1936, la scrittrice italiana più tradotta nel mondo, nasce a Fiesole da Topazia, pittrice discendente dalla nobile famiglia siciliana Alliata di Salaparuta, e dall’anglo-fiorentino Fosco, noto etnologo e scrittore. I suoi versi e racconti riecheggiano esperienze vissute in prima persona: dal trasferimento a soli due anni in Giappone, alle atroci sofferenze subite nel campo di concentramento in cui fu internata con i suoi familiari, rei di non aver riconosciuto il governo militare giapponese. Nella Capitale, la giovane Dacia Maraini si mantiene con lavori occasionali di archivista, giornalista, segretaria e, a 21 anni, fonda una rivista letteraria. Esordisce nel 1962 con il romanzo La vacanza. Da lì segue, per oltre 40 anni, una vasta produzione che annovera opere storiche; si ricordano anche Storia di Piera (1980), scritto insieme all’attrice Piera degli Esposti, da cui è tratto l’omonimo film con Marcello Mastroianni, e Bagheria (1993), in cui ripercorre la sua infanzia siciliana.
Il sociale, la vita delle donne, i problemi dell’infanzia sono i temi che accompagnano la sua produzione dagli anni ’80 fino agli ultimi lavori. L’opera più recente è Colomba (2004), storia fiabesca di una ragazza che scompare nei boschi dell’Abruzzo, in cui Maraini mescola la memoria familiare e collettiva di una regione che ha conosciuto la povertà, il brigantaggio, il terremoto, l’emigrazione.
