Schizzi di sangue sui muri, un’intero appartamento messo a soqquadro. Una scena da film horror si è presentata ai Carabinieri quando hanno fatto irruzione in un palazzo di via Prenestina. Una cassapanca rovescitata e dentro, il corpo di una donna, Maria Giuseppina Tescione, con ferite di armi da taglio e una profonda ferita sulla testa. E’ questo lo scenario dell’ennesimo omicidio che ha sconvolto Roma dall’inizio anno, la 32esima vittima di una macabra statistica. Ma gli inquirenti hanno pochi dubbi sull’assassino.

Sarebbe da cercare tra le mura domestiche infatti il responsabile di tanta efferatezza. In casa con la vittima infatti c’era il nipote, un uomo di 45 anni affetto da turbe psichice e con difficoltà motorie tanto da avvalersi saltuariamente di una sedia a rotelle. Sarebbe stato lui stesso ad avvisare con una chiamata la madre che ha poi chiamato i soccorsi. Nella sua versione l’omicidio sarebbe stato compiuto da alcuni ladri che si erano introdotti nell’appartamento durante il pomeriggio. Ma la sua posizione non convince gli inquirenti.
Sarebbero infatti passate troppe ore dal momento dell’omicidio alla richiesta di soccorso: l’uomo avrebbe infatti chiamato il fratello solo alle 21.30, mentre l’irruzione dei malviventi secondo il suo racconto sarebbe avvenuta alle 17.00. Come mai tante ore prima di dare l’allarme? Secondo i Carabinieri avrebbe avuto tutto il tempo per ricreare quella scena nell’appartamento proprio per depistare le indagini. Resta oscuro il movente, forse una lite finita male, dubbi a cui gli inquirenti stanno cercando di dare una risposta. Subito dopo l’interrogatorio per il 45enne sono scattate le manette ai polsi. Per lui l’accusa è di omicidio aggravato.
