Jonathan è stato trovato morto nel suo letto, ucciso da una pugnalata nel cuore. Una ferita così profonda da reciderli l’aorta raggiungendo l’esofago. Prende sempre più credito l’ipotesi che all’origine della morte dello studente svizzero non ci sia uno gioco tra compagni di classe finito tragicamente, ma una lite tra adolescenti. Ad avvalorare la tesi il ritrovamente del coltello in una stanza diversa da quella dove il giovane alloggiava all’interno di un un ostello gestito da suore in via di Torre Rossa all’Aurelio.
Sulla vicenda indagano gli agenti del commissariato Aurelio e la Squadra Mobile. Al vaglio degli investigatori le dichiarazioni dei testimoni e degli altri due ragazzi coinvolti, ancora in stato di shock, per ricostruire la vicenda.
Le suore dell’Istituto avevano detto di aver sentito dei rumori e poi all’improvviso le urla. A nulla era valso l’intervento del 118 che aveva tentato di rianimarlo. Tutto è successo intorno alle undici di sera di martedì scorso e in un primo tempo gli inquirenti avevano ipotizzato che all’origine del dramma ci fosse un pericoloso gioco con i coltelli. La classe di Jonathan si trovava a Roma da qualche giorno in viaggio studio. Dal Collegio dell’Elysée di Losanna giungono i ricordi degli amici di “Jon” come amavano chiamarlo. Come riporta il quotidiano “Le Matin” candele e fotografie sono stati collocati in ingresso allo stabilimento per ricordare il 16enne: “E ‘ stata una buona persona . Nella sua classe, era una piccola stella, che amava ridere.”

