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Adinolfi “sfida” Vannacci in piazza: “Remigrazione non praticabile”

Il leader del Popolo della Famiglia sceglie il termine riconquista. “Conoscenza della religione cattolica per ottenere la cittadinanza”

Adinolfi  “sfida” Vannacci in piazza: “Remigrazione non praticabile”
Popolo della famiglia

Il Popolo della Famiglia in piazza a Roma. Precisamente in Largo Torre Argentina: scelta non casuale. Nel luogo dove è morto Giulio Cesare, nel giorno dei martiri San Pietro e Paolo, i manifestanti si sono radunati fra preghiere, crocifissi e tricolori. Obiettivo: conservare e preservare il culto della cristianità, conditio sine qua non, secondo il leader Mario Adinolfi, per evitare che la religione e la cultura islamica possano prendere il sopravvento.

Adinolfi e il concetto di Riconquista: “Remigrazione non è praticabile”

Adinolfi, che propone anche lo studio della religione cattolica nel percorso di concessione della cittadinanza italiana, non boccia Vannacci, ma lo vuole “testare”. In particolare sulla remigrazione, cavallo di battaglia politico di Futuro Nazionale, ha una idea diversa: “Io la chiamo riconquista. La remigrazione è bel concetto, non è una brutta idea, ma la ritengo non praticabile, perché occorre trovare un accordo con lo stato di provenienza. Se per esempio vogliamo rimpatriare dei marocchini, occorre un accordo con il Marocco. Se non si trova,  serve inventarsi un terzo stato come è successo con l’Albania. È un percorso complesso, e di problemi e io non ne voglio. Io pretendo soluzioni immediate. Occorre riconquistare la nostra identità, anche attraverso l’insegnamento della religione cattolica a chi vuole ottenere la cittadinanza”.

“Vannacci ha il mio numero di telefono, lo voglio misurare nella pratica”

La proposta politica di Adinolfi è chiara: accetta il confronto con il generale Vannacci ma allarga anche il dibattito: “Io il generale Vannacci non l’ho ancora misurato nella pratica, ma ho sicuramente intenzione di parlarci e sono disponibilissimo. Lui, come ama dire, il mio numero di telefono ce l’ha, quindi possiamo sentirci. Già ci siamo già scritti più volte, quando vuole sono a disposizione per un confronto. Ovviamente non voglio che la sinistra vinca le elezioni, ma chiedo una proposta politica comune e improntata sulla chiarezza. Nazionalisti, cattolici, federalisti, liberali devono convergere senza ambiguità”.

Simone Carabella: “Italia non sarà invasa da altre culture. Io non mi candido”

A Largo Argentina era presente anche Simone Carabella, noto divulgatore della italianità nella capitale. La sua presenza accanto ad Adinolfi e al Popolo della Famiglia è di sostegno, ma per adesso esclude un suo impegno in politica: “Abbiamo scelto un luogo e una data simbolica della storia di Roma perché da qui deve rinascere una nuova Italia. Non permetteremo che la capitale sia invasa da altre culture come sta accadendo in alte nazioni. Qui non accadrà, perché non lo permetteremo. Non scelgo fra remigrazione e riconquista, io sostengo che occorre  mandar via dal paese chi non ne sposa cultura, tradizioni e sistema.  Io in politica? Mi limiterebbe, non ne vedo proprio la possibilità, almeno per ora”.