Dalle limousine di Pio XI ai SUV di Giovanni Paolo II: otto vetture raccontano come è cambiata la mobilità dei Pontefici
Una volta il Papa viaggiava in carrozza, circondato da cerimonieri e dignitari. Poi arrivarono il motore a scoppio, le grandi limousine e infine le celebri Papamobili, diventate quasi un simbolo della Chiesa contemporanea. Adesso questa curiosa storia su quattro ruote approda ai Musei Vaticani, con una mostra che ripercorre quasi un secolo di collaborazione tra la Santa Sede e Mercedes-Benz.
L’esposizione si intitola Un secolo di Papamobile. Nel padiglione vetrato del Giardino Quadrato trovano posto otto automobili storiche, affiancate dalla prima vettura brevettata da Carl Benz nel 1886 e da una modernissima Classe S.
Da Pio XI a Giovanni XXIII: quando il Papa viaggiava in limousine
Tutto comincia nel 1930, quando Pio XI riceve una sontuosa Mercedes-Benz Nürburg 460. Una limousine con rivestimenti in seta, finiture preziose e ogni comodità immaginabile per l’epoca. Più che un’automobile, un piccolo salotto pontificio semovente. Nel 1960 Giovanni XXIII passa alla 300 d Landaulet, con finestrini posteriori rimovibili. La novità non è soltanto tecnica: il Pontefice comincia a mostrarsi maggiormente ai fedeli durante gli spostamenti. Con Paolo VI arriva nel 1965 la monumentale 600 Pullman Landaulet, dotata di tetto rialzato e copertura apribile. Due anni dopo si aggiunge la 300 SEL Pullman, destinata agli ospiti illustri del Vaticano.
Wojtyla cambia tutto: nasce la Papamobile moderna
La svolta arriva nel 1980 con Giovanni Paolo II. Per la visita in Germania viene realizzata una Mercedes 230 G con seduta rialzata e cupola trasparente. Il Papa diventa visibile anche tra folle oceaniche, senza rinunciare alle necessarie protezioni. È l’antenata delle Papamobili moderne, evolutesi successivamente nelle versioni ML 430 del 2002 e ML 500 del 2012, passando per l’elegante S 500 Landaulet del 1997.
Nel 2024 arriva anche la prima Mercedes completamente elettrica destinata al Pontefice. Cambiano alimentazione e carrozzeria, ma non la missione: permettere al Papa di incontrare e salutare i fedeli.
Il sedile del Papa? Vietato anche ai dirigenti Mercedes
La mostra offre anche qualche curiosità. Nei depositi Mercedes di Stoccarda, dove vengono conservate alcune vetture pontificie, vige una regola ferrea: nessuno può accomodarsi sul sedile riservato al Santo Padre.
Per Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, queste automobili rappresentano molto più di semplici mezzi di trasporto: sono strumenti di comunicazione e vicinanza. Un concetto condiviso anche da Leone XIV, che ha ricevuto i dirigenti Mercedes in occasione dell’inaugurazione.
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