Roma può fallire: 800 milioni di euro è il buco da riempire nel bilancio, e questi soldi vanno trovati entro il 30 novembre, altrimenti il Campidoglio dovrà dichiarare il default. E’ in questo quadro che si sta muovendo il sindaco Ignazio Marino, una disperata ricerca di fondi. Ma un salvagente potrebbe arrivare proprio dalle imprese: oltre 200 milioni di euro in un prestito Salva Roma che il Comune potrà restituire in un anno e mezzo.

La proposta arriva dal presidente della Confcommercio Giuseppe Roscioli, che dal palco di un convegno ha lanciato un’insperato assist al sindaco, presente in platea: “Abbiamo in Camera di Commercio 400mila aziende registrate a Roma – ha argomentato Roscioli – Potremmo pensare ad una sorta di sottoscrizione volontaria per aiutare il bilancio comunale. Penso ad un contributo di 500 euro per le imprese con un fatturato al di sotto di un milione di euro e di 1.000 per quelle sopra. Il Comune potrà poi restituire la somma in modo graduale entro un anno e mezzo”. Un appello alla misericordia della aziende che fa trapelare quanto sia drammatica la situazione delle casse comunali.
Il sindaco si è impegnato a presentare entro sette giorni una manovra lacrime e sangue alla giunta: l’ultima speranza sono i tagli alle spese non indispensabili, da rinviare al 2014. Altrimenti, la strada è praticamente tracciata: Marino dovrebbe spingere il Governo a concedere la possibilità di caricare fino a 485 milioni di disavanzo sulla gestione commissariale del debito pregresso. Dalla Regione arriverebbero poi 140 milioni di euro destinati a finanziare il trasporto pubblico locale. Spiccioli verrebbero ricavati da altri interventi fiscali minori, come la tassa di soggiorno e il canone di occupazione del suolo pubblico.
Restano in ballo i 140 milioni di euro che dovrebbero arrivare dall’Imu. Per l’assessore al bilancio Daniela Morgante è necessario aumentare l’aliquota dal 5 al 6 per mille, consentendo così di ridurre i tagli ai dipartimenti a 60 milioni di euro, sempre che non si debbano davvero tagliare 150 milioni di euro dai servizi cittadini in un solo mese, che significherebbe in pratica paralizzare la città per tutto dicembre.
