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Al ministro Lorenzin ..alla salute degli sprechi

Abbiamo ascoltato più volte il ministro della Salute Lorenzin ripetere che siccome la metà dei cittadini italiani è esente da ticket sia per reddito che per patologia ha intenzione di rivedere i termini delle esenzioni. Questo che sembra l’ennesimo colpo basso ai cittadini vessati da una tassazione smisurata e bistrattati da un servizio sanitario carente è in realtà l’ennesima mistificazione sulla spesa: attenzione ministro non c’è risparmio con la revisione delle esenzioni. Vogliamo portare il caso del Lazio e specificatamente di Roma non solo perché il ministro in questa città ci è nata e cresciuta ma perché dovrebbe essere più volte entrata in contatto con la nostra sanità.
Gli sperperi delle aziende sanitarie  sono negli appalti affidati in somma urgenza direttamente e senza gara, nelle proroghe degli appalti, che seppur ottenuti con gare aperte, vengono incrementati a ogni scadenza, negli affidamenti esterni dei servizi infermieristici che costano più del doppio che se quello stesso numero di infermieri venisse assunto direttamente dall’ospedale, dalle consulenze amministrative e da tutti i fiduciari che aumentano di numero ogni manager passa da un’azienda a un’altra. E il nostro decalogo è ancora lungo perché sarebbe bene che il ministro sapesse che ci sono Asl nel Lazio dove si usano  automobili per portare la corrispondenza da un presidio all’altro, Asl dove sono stati spesi 2 milioni di euro di consulenze legali in un anno, altre dove sono stati spesi più di un milione in 8 mesi.
Quanto ai ticket il ministro dovrebbe sapere che in certi ambulatori convenzionati con il Servizio sanitario regionale, a parità di analisi ed esame clinico, se si va con la prescrizione medica su ricetta rosa si paga un ticket fissato per tutti uguale ma, se si va con la prescrizione su ricetta bianca ossia il cittadino utente paga di suo, la stessa prestazione costa meno del 30 per cento.
Ecco prima di toccare i ticket anche solo a parole proponiamo al ministro di attivarsi  affinché possano essere mandati gli ispettori del ministero a controllare certe incongruenze, a mettersi in contatto con la Corte dei conti per conoscere i fascicoli aperti sugli sperperi sanitari in corso di indagine e le sentenze sottoscritte per danno all’erario. Là si annidano i veri dispensi e scardinandoli allora sì che il ministro Lorenzin potrà avviare davvero il cambio di passo sulla linea del risparmio nel settore assistenziale. Confidiamo che una donna giovane e coraggiosa come si è dimostrata fin’ora possa impegnarsi a farlo.


Andrea Deiana, segretario provinciale Fials Confsal