Nasce al S. Giovanni un polo oncoematologico da 30 milioni di euro e muore così definitivamente quello del S’Eugenio che pure era un eccellenza e con in dotazione un reparto modernissimo ristrutturato da pochi anni. Non è detto che la scelta sia tra quelle migliori da fare, però, per correttezza, va detto che forse per il Presidente Zingaretti era una scelta quasi obbligata: “Questo reparto rischiava di diventare la Salerno-Reggio Calabria della sanita’ d’Italia – ha spiegato nel corso dell’inaugurazione – oggi invece inauguriamo al uno dei migliori reparti di oncoematologia, sicuramente del centrosud Italia, sul quale, nel tempo, erano stati investiti circa 30 milioni di euro e che da troppo tempo era chiuso”.
Il reparto in realtà è un gioiello di tecnologia ed il personale del S’Eugenio gia transitato al S. Giovanni garantisce alta qualita delle cure, però nasce, se non zoppo, certamente claudicante perche manca della medicina nucleare indispensabile corollario di una struttura del genere e con cosi alte ambizioni. La sede del “polo” occupa un’intera ala del Presidio ospedaliero Addolorata e si sviluppa su quattro piani ove si collocano i reparti di radioterapia (piano -1 e 0), oncologia medica (1), ematologia (2); nella parte centrale dell’edificio sono collocati i relativi ambulatori e D.H. e nella parte laterale le degenze. Il reparto è dotato di risorse tecnologiche quantitative e qualitative di ultima generazione. Tra questi la Tomoterapia già in funzione, 2 linac con collimatori multilamellari a 120 lamelle, 1 simul-TC multislice a 16 strati e attrezzature per la brachiterapia. Studiata con grande cura e attenzione la distribuzione architettonica degli spazi, guardando con occhio attento a quelli dedicati all’accoglienza. L’incremento del personale , con deroghe autorizzate dalla Regione, consentirà di recuperare tutta quella parte di utenza che prima non trovava risposte assistenziali presso le strutture aziendali e che, di conseguenza, si rivolge al privato accreditato o ad aziende sanitarie di altre regioni. L’accordo sottoscritto il mese scorso con il Policlinico militare del Celio in campo assistenziale e addestrativo ha consentito, altresì, di potenziare il reparto di ematologia attraverso il contributo dei professionisti medici dell’ospedale militare” . Tutti felici e contenti. E per il S. Eugenio nemmeno un grazie.
