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Alemanno è “appeso” al Governo. Spunta Marchini, exit strategy

Inside. Dopo la vicenda dell’arresto di Riccardo Mancini, vertice riservatissimo del Pdl. Berlusconi avrebbe espresso forte preoccupazione sugli effetti che lo scandalo potrebbe avere sulla corsa per il Campidoglio. Pronto un “piano B” per salvare Roma dal Cinque Stelle. Nel caso si andasse a nuove elezioni politiche, al sindaco uscente verrebbe offerto un seggio sicuro alla Camera. Poi un endorsement per Alfio Marchini da candidare per cavalcare il ricambio politico e dare una risposta all’onda del Movimento. Il Cavaliere per il momento tace ma la ri-candidatura è un problema nazionale

di Fabio Carosi

Via Alemanno. Spazio a Alfio Marchini. Ecco l’exit strategy alla quale stanno lavorando i vertici del Pdl. Perché, “di fronte al terremoto filobus, culminato con l’arresto di Riccardo Mancini, il caso Fiorito-Batman sembra una storia da “rubagalline”.
Il paragone circola nelle stanze e, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, il Pdl  nel corso di una riunione informale aspetterebbe solo di trasformare la preoccupazione espressa da Silvio Berlusconi sulle vicende romane, in un una decisione. Diciamolo chiaramente: mister B. ha solo letto e commentato riservatamente il terremoto romano. Troppo preso dai nodi per il Governo, ha espresso una “forte preoccupazione” sull’ipotesi che la serie di scandali e scandaletti che hanno costellato il Campidoglio by Alemanno, la vicenda della maxi tangente filobus possa dare il colpo mortale al partito e consegnare Roma al Cinque Stelle. Magari regalando proprio la Capitale a Beppe Grillo che, proprio con Roma e il Campidoglio come base operativa, potrebbe guidare senza fatica l’ultima fase dell’offensiva grillina. Dunque, Roma e Alemanno ri-candidato, sono un problema nazionale.

berlusconi

L’entourage del Cavaliere sta già studiando come uscire da una situazione che neanche i sondaggi riescono bene a fotografare. Nel caso in cui l’inchiesta dovesse avere sviluppi clamorosi, il passo indietro del sindaco sarebbe automatico e allora l’unica alternativa sarebbe quella di incoronare come uomo nuovo Alfio Marchini quale candidato ideale per una sorta di sindaco di “unità nazionale” sul modello già proposto per il Governo. E Marchini, fuori dal blocco della sinistra ma vicino a Caltagirone, potrebbe essere la persona giusta per non perdere Roma, cioè per non consegnarla all’antipolitica.
A questo risultato si sarebbe giunti analizzando uno ad uno tutti i “maggiorenti romani e laziali del partito”, da Piso a Sammarco, assolutamente non in grado di esprimere un’alternativa ad Alemanno.

alemanno

Diverso invece, lo scenario in caso di elezioni politiche anticipate. Si preparerebbe per il sindaco una via d’uscita “onorevole”, aprendo lo spazio in una lista con evidenti garanzie di elezione alla Camera dei deputati. E qui tornerebbe sempre Marchini per il Campidoglio. D’altronde il ticket con Giorgia Meloni viene considerato “pura fantasia”, sia per i deludenti risultati dei Fratelli d’Italia, che per l’impossibilità di dare una seconda opportunità agli ex An. Sarebbe come uccidere il Pdl che già a Roma è considerato “senza testa”.
L’ultimo scenario è quello della snervante attesa. Qualora l’inchiesta dovesse fermarsi là dove arrivata, i pre sondaggi prevedono che il centrodestra possa conquistarsi il diritto al ballottaggio solo sul filo di lana. Talmente sottile da togliere il sonno a tutto il partito. E al Campidoglio lo sanno: gli ultimo sondaggi pre-Mancini già davano le dimensioni di un disastro annunciato.