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Alemanno e gli scandali. Il pudore del silenzio

Dal confronto televisivo di ieri sera tra i candidati a sindaco della capitale, Alemanno ne esce a testa bassa, sconfitto e inattendibile. Inoltre, incalzato dalle accuse su parentopoli, mente sapendo di mentire, affermando che lui non sapeva nulla e che chi è stato toccato dalle indagini, è stato allontanato. Una bugia colossale che mette ancora di più in luce la inaffidabilità di questo Sindaco.
Alemanno ha omesso di dire che il suo fidatissimo amico ragionier Panzironi, ex Amministratore Delegato di AMA, finito nel registro degli indagati nel febbraio del 2011, nell’ambito dell’inchiesta sulla parentopoli, è stato fatto uscire dalla porta dell’azienda, per poi farlo rientrare dalla finestra di un’altra municipalizzata del settore, la Roma Multiservizi.
Non basta. Nella sede della Multiservizi, nell’ottobre dello scorso anno, la Guardia di Finanza, ha effettuato alcune perquisizioni, relative ad un’altra inchiesta, questa volta sugli appalti pubblici, che vedono coinvolto ancora una volta il fidatissimo Panzironi, ma ciò, al contrario di quanto afferma Alemanno, non è stato sufficiente ad allontanare questo scomodo personaggio.
Per quanto riguarda l’AD di EUR Spa, Mancini reo confesso di aver intascato una tangente sull’acquisto dei filobus per la città, il suo allontanamento dalla società, non è dovuto ad un immediato e corretto intervento del Sindaco, ma all’arresto dello stesso da parte della magistratura.
Alemanno la smetta di far finta di non sapere nulla su questa triste parentesi, che ha portato la nostra città alla berlina, dica la verità o almeno abbia la compiacenza di tacere.


Athos De Luca, consigliere comunale Pd