“Io mi auguro di fare una campagna elettorale tranquilla, senza insulti e veleni. I cittadini non ne possono più. No al fango addosso, io non lo farò e invito il partito democratico a non farlo”. Lo ha affermato il sindaco di Roma Gianni Alemanno, ospite della trasmissione “Ditelo a RomaUno”. Sull’inchiesta filobus e sulla sua convocazione in procura il sindaco ha ricordato che “Non c’è nessuna traccia di questa convocazione. Se ci sarà, tanto di guadagnato”.
Il sindaco uscente ha ribadito di essere l’uomo forte della destra a Roma appellandosi alla sua colazione: “Mi auguro di avere tutto il centrodestra a sostegno della mia candidatura”. Interpellato dal giornalista se temesse di più il Movimento 5 Stelle o il candidato che vincerà le primarie del centrosinistra, Alemanno ha spiegato che, “sul Movimento 5 Stelle bisogna guardare bene ai risultati di Roma del 26 febbraio perché per quanto riguarda la Camera ha preso il 27% ma alle regionali hanno preso sette punti in meno, il 20%. Questo significa che quando si parla dei problemi concreti dei cittadini, quando ci sono le facce vere dei candidati e non le liste dei nominati, le cose cambiano”. “Io – ha spiegato Alemanno – non sottovaluto il Movimento, dico soltanto che al Comune è meno significativo del discorso nazionale. Per quanto riguarda il Partito Democratico, attendo lunedì di avere finalmente un vero sfidante su cui confrontarmi e non ho nessun problema a parlare con tutti fin dall’inizio, non bisogna aspettare la campagna elettorale”.
“Tutto il superfluo sarà tagliato – ha continuato Alemanno – dalle spese di Gabinetto a quelle, tra virgolette, di rappresentanza. Noi azzereremo tutte queste realtà e tutte le risorse disponibili saranno messe per le spese sociali, in primis, e per tutti gli interventi di servizio, il trasporto pubblico locale, la pulizia e la manutenzione che è più importante di fare opere nuove. Ma per quanti sforzi possiamo fare, se non c’è un intervento del governo non possiamo farcela perchè i comuni a Roma hanno delle risorse davvero limitate”.
“Per quanto riguarda il Prip (piano regolatore impianti pubblicitari) non siamo riusciti ad approvarlo perché da tre anni c’è un’opposizione ostruzionistica che per ogni delibera, anche per quelle più scontate, ci fa veramente sudare sette camicie. Presenta decine di emendamenti, blocca l’attività dell’assemblea capitolina. C’è un ostruzionismo pazzesco”.
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