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Alla Pisana la rivolta del Pd regionale. “Via il segretario Melilli, oppure primarie”

Alla Pisana la rivolta del Pd regionale. “Via il segretario Melilli, oppure primarie”
lorenza bonaccorsi 01
In vista dell’assemblea del prossimo 27, il Gruppo regionale del partito strappa con la governance e sceglie la “soluzione Bonaccorsi”. Assenti Ciarla e Forte, tutti favorevoli al cambiamento. No di Leodori e Bellini

“O si trova l’unità intorno a una nuova figura oppure meglio azzerare tutto e ricominciare dalle primarie”. Questo, in sintesi, il messaggio lanciato dal gruppo Pd della Lazio al segretario del Pd Lazio Fabio Melilli, nel corso di un incontro alla Pisana nel quale si è discusso di come rilanciare il partito dopo l’azzeramento della segreteria, in vista dell’assemblea convocata la settimana prossima, giovedì 27 Novembre.
Una posizione, quella del gruppo, se non unitaria sicuramente di maggioranza, già discussa la settimana scorsa con il presidente del partito laziale Lorenza Bonaccorsi. Assenti i consiglieri Mario Ciarla ed Enrico Forte, il resto dei consiglieri si è detto deciso a cambiare pagina, con l’eccezione del presidente del Consiglio regionale Daniele Leodori e di Fabio Bellini, che considerano ancora praticabile la ricerca di un’unità intorno all’ex presidente della Provincia di Rieti. Diverse le contestazioni fatte a Melilli, spiega un consigliere, “la cui assenza e silenzio negli ultimi due mesi hanno messo in forte imbarazzo il partito”.
Melilli è intenzionato a provare a ricostruire l’unità – prosegue il consigliere – ma gli abbiamo detto che dopo quanto accaduto negli ultimi mesi sarà difficile se non impossibile. Troppe le situazioni che hanno mandato in fibrillazione il partito: dalle proposte di legge fatte con iniziative personali alla rissa sfiorata in occasione dell’elezione del presidente del Pd Lazio, fino al pasticcio fatto con le liste per l’elezione del Consiglio della Città metropolitana”. Uno showdown, quello andato in scena tra i consiglieri e il segretario, al quale la maggior parte del partito non sarebbe voluta arrivare. “C’era in tutti la speranza – prosegue il consigliere – che arrivasse questo posto al governo per Melilli, che d’altra parte ha tutte le qualità per ricoprirlo, ma così non è stato. Ora credo che in assemblea sarà possibile trovare una nuova figura in grado di coagulare intorno a sé la maggior parte del partito, ma se così non fosse ci sono le primarie, che restano la strada maestra per scegliere i nostri vertici”.