“La Tubercolosi, in termini quantitativi, è una malattia fortemente in crescita”. L’allarme arriva dal professor Massimo Andreoni, Presidente della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali. “La globalizzazione, l’estrema facilità degli individui a viaggiare per il mondo, e l’immigrazione, comporta l’arrivo di persone da zone ad alta endemia, provoca un sempre maggiore aumento dei casi”.
Un nuovo allarme Tbc che arriva proprio mentre l’ex direttore generale del Policlinico Umberto I, e l’ex commissario straordinario Antonio Capparelli in questi giorni hanno ricevuto l’avviso di chiusura indagini per i fatti del 2012, quando vennero ricoverati nello stesso reparto di terapia intensiva pediatrica una paziente di 19 anni affetta da tubercolosi polmonare e due bambini con patologie minori. Uno dei due e la mamma dell’altro risultarono positivi al test della tubercolosi. Poco dopo si scoprì che anche una infermiera era rimasta contagiata.
Si tratta di una malattia subdola, che può iniziare con una febbriciattola o con un piccolo dimagrimento, e che provoca una tosse spesso insistente, che persiste nonostante la cura di antibiotici. Ad avvenuto contagio i primi sintomi rivelatori sono disturbi respiratori, come una bronchite persistente. I soggetti più a rischio sono gli immunodepressi, ossia pazienti che consumano farmaci e cortisone. “L’RX del torace – continua il Prof. Andreoni – permette di fare una diagnosi per capire se si tratta o meno di tubercolosi.
“Trattandosi di una malattia a trasmissione respiratoria – prosegue l’infettivologo – attraverso colpi di tosse e starnuti, la propagazione della malattia aumenta esponenzialmente laddove sono presenti gruppi e luoghi chiusi”. Con il passare del tempo la tosse si intensifica sino a provocare espettorati anche emorragici.
Un altro caso sta tenendo banco tra aule di tribunale e sale d’attesa in ospedale. Quello che riguarda i 164 bambini nati al Policlinico Gemelli di Roma tra il primo gennaio e il 28 luglio 2011, risultati positivi al batterio della tubercolosi. La perizia disposta dal giudice delle indagini preliminari, in sede di incidente probatorio, il 31 maggio 2012, non è stata ancora consegnata sul suo tavolo né su quello del pubblico ministero titolare del fascicolo.
