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Alle origini di Roma: quando il Tevere creò la città e il mito dell’Isola Tiberina

Alle origini di Roma: quando il Tevere creò la città e il mito dell’Isola Tiberina

La storia si intreccia con la geografia e la leggenda. E’ questo il caso dell’isola Tiberina, unico lembo di terra urbano del fiume, sorta per cause accidentali e poi consacrata alla medicina. Le origini di Roma risalgono alla metà dell’VIII secolo a.C., non per una singola fondazione, ma grazie all’unione spontanea (sinecismo) di piccoli villaggi di pastori e agricoltori. La scelta del luogo non fu casuale. Il Tevere garantiva l’approvvigionamento idrico, rendeva fertili i terreni e fungeva da vera e propria autostrada commerciale per il trasporto del sale dalle saline costiere verso l’entroterra.

La nascita di un impero tra commercio e difesa

L’Isola Tiberina offriva l’unico guado naturale che permetteva il passaggio e l’incontro tra le popolazioni etrusche, latine e sabine, mentre i sette colli — in particolare il Palatino — garantivano una difesa naturale contro le incursioni nemiche. A questo si aggiunge la suggestiva leggenda dei gemelli Romolo e Remo: la cesta che li conteneva fu trascinata dalle acque del fiume e si arenò proprio alle pendici del Palatino, dove furono allattati dalla lupa.

Il mito dell’isola: dal grano del Re al serpente sacro

Curiosa è la leggenda che attribuisce la nascita dell’Isola Tiberina (VI secolo a.C.) al rovesciamento nel fiume del grano appartenuto a Tarquinio il Superbo, cacciato dai Romani. I covoni ammassati, sommati alla melma del fiume, avrebbero dato forma all’isolotto. Ma è nel III secolo a.C. che l’isola assume il suo ruolo sacro. Nel 293 a.C. una grave pestilenza colpì Roma. I Romani, dopo aver consultato i libri sibillini, inviarono una delegazione a Epidauro, in Grecia, per chiedere aiuto a Esculapio, divinità della medicina e della guarigione. Secondo il mito (Figlio di Apollo e Coronide, Esculapio divenne così abile nell’arte medica da resuscitare i morti, inimicandosi Zeus che lo incenerì), al ritorno della nave a Roma, il serpente sacro del dio si rifugiò sull’isola. Interpretando l’evento come un segno divino e qui fu costruito un tempio.