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Ammalarsi di traffico. La protesta dei Vigili

L’allarme lanciato da Legambiente sulle malattie legate allo smog e recepito dall’Amministrazione Comunale con un programma di interventi  immediati  in materia di mobilità, parcheggi di scambio e piste ciclabili necessari per il contenimento dell’aria inquinata, ha messo in agitazione i 6.300 Vigili Urbani della Capitale che diuturnamente sono comandati in servizi proprio nelle strade e nelle piazze in cui sono state installate le cabine di monitoraggio dell’aria inquinata e ritenute, quindi, dalla stessa Amministrazione comunale, ad alta incidenza di traffico e smog.                                                                                                             

L’immobilismo dimostrato in questi ultimi anni dalla Regione Lazio ha provocato, sul fronte delle malattie professionali e della sicurezza sul posto di lavoro, un vero e proprio disastro in materia di  prevenzione, lasciando gli Agenti delle Polizie Locali privi di ogni strumento di protezione come ad esempio le mascherine anti-smog e le polveri sottili, ambedue agenti cancerogeni.

Le malattie professionali legate al servizio in strada dei Vigili Urbani come ad esempio allergie della pelle, otiti, lacrimazione degli occhi, mal di testa e gravi complicanze delle vie respiratorie, oltre a patologie cardio-respiratorie  gravi ed  invalidanti), sono in netto aumento tra gli Agenti al di sotto dei 35 anni di età.
Il Sindacato di categoria Ospol diffida la Regione Lazio ad attivare urgentemente l’Istituto Epidemiologico regionale, così come previsto dalla stessa legge regionale 1/2005 e dalla normativa inerente la sicurezza sul posto di lavoro, per monitorare i 6.300 Agenti Locali di Roma che, giornalmente, vengono aggrediti dagli agenti inquinanti esistenti nell’aria di Roma Capitale.

Ospol-Csa, organizzazione sindacale delle polizie locali