Asl Rm F. Telefonata 1: “Salve. Sa dirmi quando il ginecologo è in sede per un certificato di maternità obbligatoria?”. “No”. “E io per saperlo come posso fare?”. “Venire qua”.
Asl Rm F, telefonata 2: “Salve, sul sito ho visto che il ginecologo riceve il mercoledì. È corretto?”. “Si”. “Da che ora?”. “Mi sembra 8.30 – 9.30. Ma deve prendere appuntamento al cup qua sotto”. “Ah bene mi dà un recapito?”. “Non rispondono al telefono. Deve venire di persona”. “Ho capito e se io non ho modo di venire di persona?”. “Fa venire qualcun altro”.
Asl Rm F, telefonata 3, operatore telefonata 1: “Salve sono la signora di prima. Mi hanno detto che il ginecologo riceve il mercoledì ma solo su appuntamento?”. “E chi glielo ha detto?”. “…la persona che ha risposto prima di lei”. “Ma se io non so chi è come faccio a dirle se è vero o no?”. “…ok comunque la mia domanda è: anche per convertire un semplice certificat…”. “Non lo so”. “Scusi eh, ma cosa non sa? Non mi ha nemmeno fatto finite la domanda”. “Ma io la so già la sua domanda”. “Davvero? E qual è?”. “Lei mi vuole chiedere cosa deve fare scrivere sull’impegnativa. E io non lo so”. “No. Volevo solo sapere se anche per convertire un semplice certificato ai fino dell’inps è necessario un appuntamento tramite cup”. “Ah. E boh, non lo so”.
Asl Rm F, telefonata 4, operatore telefonata 1: “Ancora lei? Diga”. “Si ancora io. La Asl offre un servizio pubblico ed è un mio diritto ricevere informazioni corrette e un vostro dovete fornirle!”. “Ma se io non le so le cose!”. “Capisco e allora perché risponde al telefono? Io non posso venire li a posta solo per raccogliere informazioni che con un po’ di buona volontà potete darmi telefonicamente, ok? Sul sito c’è scritta una cosa, lei me ne dice un’altra…”. “Sito? Ma quale sito? Noi non abbiamo un sito”. “Www.aslrmf.it”. “Vabbe quindi?”. “QUINDI a me serve solo un certificato del ginecologo Asl per l’inps. Quando posso averlo? Cosa è necessario per averlo? Serve appuntamento?”. “Non so che dirle. E sinceramente non capisco nemmeno il suo tono polemico”.
Paola Turco, una lettrice arrabbiata
