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Andare a scuola è un rischio. “Parola di preside”. LA DENUNCIA

L’EMERGENZA. Il presidente dell’associazione nazionale dei responsabili d’istituto, Mario Rusconi avverte: “Almeno il 50% delle scuole romane è in situazione di difficoltà per quanto riguarda la sicurezza. Presenza di amianto, mancanza di strutture per disabili, mancanza di certificazioni sulla sicurezza elettrica, impiantistica e antisismica”. Salace sul fenomeno delle occupazioni: “Sono un fenomeno retorico-infantile con l’adesione emotiva (se non direttamente politica) di fasce diffuse di adulti che evidentemente desiderano rivivere in modo enfatico la loro giovinezza scapestrata”

“Almeno il 50% delle scuole romane è in situazione di difficoltà per quanto riguarda la sicurezza. Presenza di amianto, mancanza di strutture per disabili, mancanza di certificazioni sulla sicurezza (elettrica; impiantistica; antisismica)”.
Genitori, c’è da crederci, perché lo dice un preside. Anzi, Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale Presidi del Lazio e di Roma a Roma Sociale.com. La denuncia è da leggere con attenzione: “Tutte le materie riguardanti la messa a norma  non sono di competenza del Miur o degli istituti stessi, ma fanno capo totalmente agli enti proprietari cioè Comuni per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado (medie); le province per le scuole secondarie di secondo grado (superiori). E’ competenza invece delle scuole, in particolare del Dirigente Scolastico e del suo staff, la segnalazione all’ente locale o alla magistratura di quelle situazioni che sono fuori norma. Competenza poi di ogni operatore scolastico (bidello, impiegato, docente) evitare di determinare situazioni di rischio che possono pregiudicare l’incolumità dei presenti (ad esempio i lucchetti alle uscite di sicurezza; porre ben in vista i materiali infiammabili di facile accessibilità; le suppellettili disposte nelle aule in modo improprio”.

mario rusconi
 

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Sulle occupazioni ad orologio, quelle che partono in autunno e poi si perdono nei dibattiti, Rusconi è perentorio: “Sono un fenomeno retorico-infantile che avviene da anni nel nostro paese. Purtroppo anche con l’adesione emotiva (se non direttamente politica) di fasce diffuse di adulti che evidentemente desiderano rivivere in modo enfatico la loro giovinezza scapestrata e hanno, purtroppo scarsissimo interesse per la formazione degli studenti, che deve contemperare buona competenza linguistica, buone conoscenze tecno-scientifiche e, soprattutto grandi capacità di lavorare in team in modo collaborativo e socialmente paritetico. Gli adulti responsabili devono sforzarsi di comprendere le motivazioni di fondo che sono alla base delle occupazioni degli istituti scolastici impegnandosi di risolvere le problematiche che i giovani propongono con queste manifestazioni che non possiamo accettare se crediamo nel valore delle regole e della legalità. Senza se e senza ma, come molti retoricamente affermano”.