Domenica sera, binario 4 della Stazione Termini: in tre dormono “buttati” in terra tra i loro ‘umori’. Uno prende a cazzotti un compagno tentando di svegliarlo dal torpore alcolico. Mi trovavo a passare lì nei pressi, e quantomeno per senso civico decido di cercare qualcuno delle sicurezza per render nota la situazione. Avvicinandomi ad una delle macchinette elettriche in dotazione alle forze dell’ordine che presidiano una stazione semideserta mi rendo conto che i due agenti a bordo sono gli unici rappresentati della legalità presenti.
Sono passate da poco le 23 e nel principale snodo della città si assiste al solito cambio di “clientela”: quella che fino a qualche ora prima, oltre ad essere una zona di transito per migliaia di passeggeri, è anche una densa zona commerciale, si svuota fino a diventare terra di nessuno. E se all’esterno spuntano a decine i bivacchi dei senza dimora, tra le banchine dei binari, senzanome vagano come spettri tentando di raccimolare qualche quattrino ai pochi che aspettano i treni della notte.
In questa terra di nessuno trovo solo due agenti che stazionano chiacchierando amabilmente. Faccio notare gentilmente la situazione che si presenta al binario 4, dove il fetore si mescola ad una scena non proprio gradevole da vedere. “Guardi, ha visto quelli che dormono per terra? Forse uno di loro non sta neppure troppo bene”.
A tutta risposta uno dei tutori dell’ordine si giustifica: “E cosa vuole che faccia, mi dica lei?”. “Si figuri se stanno male, guardi stanno meglio di lei”. Io mi guardo certo di aver un aspetto quantomeno decoroso. Dopo un lapidario “Non sono qua a tener alta l’immagine della stazione” decido che forse è il caso di lasciar perder il battibecco. La storia si commenta da sola.

