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Arriva l’albero climatico, un “condizionatore naturale” che non consuma energia

A piazza dei Cinquecento arriva l’albero bioclimatico: raffresca senza energia e promette 10 gradi in meno contro l’isola di calore urbana

Arriva l’albero climatico, un “condizionatore naturale” che non consuma energia
L’albero bioclimatico sorgerà in piazza dei Cinquecento

A piazza dei Cinquecento, nel cuore pulsante della Capitale, sta per comparire un oggetto che sembra uscito da un manuale di fantascienza urbana: un albero bioclimatico capace di abbassare la temperatura senza usare un solo watt di elettricità. Un condizionatore naturale, basato su un principio antico quanto l’ingegno umano: l’evaporazione dell’acqua.

L’idea è di Wittfrida Mitterer, direttrice del master in bioarchitettura della Lumsa, sviluppata con Transsolar per la parte di klima engineering e con lo studio Haas Cook Zemmrich di Stoccarda per il progetto architettonico.

Una tecnologia già utilizzata a Palermo

Un dono al Campidoglio, che sfrutta il raffrescamento adiabatico: un cilindro di laterizio riciclato, costantemente bagnato, assorbe calore mentre l’acqua evapora e rinfresca l’aria circostante. L’aria fredda viene poi spinta verso il basso, creando un’oasi climatica che promette fino a 10 gradi in meno rispetto alle zone vicine.

Non è una novità assoluta: lo stesso principio è utilizzato nella Zisa di Palermo e affonda le radici nell’antico Egitto, dove le strette finestre in cima ai palazzi faraonici convogliavano l’aria calda verso il basso, raffreddandola. Ora la tecnologia arriva anche a Roma, inizialmente pensata per piazza San Pietro e poi inserita nel progetto di riqualificazione di piazza dei Cinquecento.

Sorgerà in piazza dei Cinquecento

L’installazione temporanea sorgerà nello slargo pedonale vicino agli accessi della metro B, davanti all’Hotel NH e accanto alla rotatoria dei taxi: un punto esposto al sole, privo di vegetazione e perfetto per testare un sistema pensato proprio per contrastare l’isola di calore urbana. Un contesto che, come spiegano i progettisti, rende l’albero bioclimatico “coerente sotto il profilo microclimatico, ambientale e prestazionale”.

L’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi lo definisce un progetto “innovativo e accattivante”, utile in una città che soffre sempre più il surriscaldamento globale. Ma avverte: servono approfondimenti tecnici ed economici per coprire i circa 500mila euro necessari all’installazione.

Per Christian Rocchi, presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma, l’albero bioclimatico è un promemoria: la tecnologia non è un vezzo, ma un elemento strutturale della progettazione contemporanea. E andrebbe inserita fin dall’inizio nei piani di riqualificazione, non come accessorio, ma come parte essenziale della città che verrà.