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Ascensore per disabili non funziona. Per protestare blocca la metro B

È successo alla stazione Eur Palasport quando un passeggero in carrozzina, esasperato dall’ennesimo guasto all’ascensore e vistosi impossibilitato a raggiungere la superficie ha deciso di bloccare le porte del treno. L’intervento delle forze dell’ordine ha potuto permettere la ripresa del servizio rimasto rallentato per qualche decina di minuto. Si è trattato solo dell’ennesimo caso di una situazione che vede le persone con handicap vittime di infinite barriere architettoniche

Sceso dal treno ha raggiunto con la sua sedia a rotelle la pensilina dove è installato l’ascensore per i portatori di handicap. Ma era inutile spingere il pulsante di chiamata, il sistema era fuori servizio. Esasperato dopo l’ennesimo ostacolo incontrato nella sua giornata il passeggero ha deciso di mettere in atto una protesta contro il disservizio.

disabile barriera

È accaduto alla stazione Eur Palasport quando con la sua carrozzina ha impedito la chiusura delle porte del vagone, bloccando il treno in stazione e rallentamenti su tutta la linea B. Una situazione risolta solo con l’arrivo delle forze dell’ordine che hanno fatto desistere l’uomo dalla protesta. Sul posto subito l’intervento del personale Atac che ha risolto il problema nel tardo pomeriggio.
Quella di oggi è stata una protesta che ha fatto clamore, ma tante sono quelle silenziose che ogni giorno le persone con handicap vorrebbero inscenare contro le barriere architettoniche che affliggono la città. Gli ultimi dati parlano di un problema che affligge soprattuto le famiglie con bambini disabili, nell’80 per cento dei casi, sono famiglie monoreddito e la quasi totalità delle mamme ha infatti lasciato il posto di lavoro per seguire i figli.
Strade inadeguate, così come il servizio pubblico, il 70 per cento dei disabili dichiara di avere le maggiori difficoltà nel muoversi in città e il 40 per cento delle famiglie romane preferisce non fare uscire il proprio figlio disabile, altrettanti dichiarano di frequentare solo ambienti familiari. Mentre solo il 20 per cento affronta le barriere architettoniche e la mancanza di servizi. A fronte dei dati riscontrati nell’indagine Unitalsi ha sottolineato la necessità di restituire il sorriso ai bambini disabili ripensando le aree ludiche dei parchi pubblici anche per loro e di predisporre ulteriori spiagge attrezzate per le loro necessità.