Un’iniezione di risorse per alleggerire la spesa del ceto medio e dare un sostegno concreto alle famiglie tra Roma e le province laziale. La Regione Lazio ha lanciato ufficialmente il nuovo avviso pubblico riservato ai buoni servizio per i nidi e i servizi educativi per l’infanzia, mettendo sul piatto un plafond complessivo di 15 milioni di euro. La finestra per l’invio delle domande rimarrà aperta fino alle ore 12 del 5 agosto 2026, data entro cui i genitori dovranno completare la procedura telematica sul portale istituzionale.
Tetto Isee innalzato da 30.000 a 40.000 euro
La misura copre il prossimo anno educativo, nel periodo compreso tra il primo settembre 2026 e il 31 luglio 2027, rivolgendosi ai nuclei con bimbi d’età inclusa tra i 3 e i 36 mesi non compiuti entro la fine dell’anno. Rispetto all’edizione precedente, il provvedimento introduce importanti novità contabili e di platea, grazie a 5 milioni di euro in più stanziati e all’innalzamento del tetto Isee da 30.000 a 40.000 euro. Un restyling che allarga significativamente la platea dei beneficiari ammissibili al contributo, intercettando diverse fasce di reddito finora escluse dai rimborsi.
Incentivare l’accesso ai servizi dell’infanzia
L’operazione punta direttamente ad abbattere i costi di frequenza e a incentivare l’accesso ai servizi dell’infanzia pubblici e privati. L’assessore regionale all’Inclusione Sociale e Servizi alla Persona, Massimiliano Maselli, ha sottolineato come l’intervento arrivi subito dopo il bando destinato agli enti erogatori delle prestazioni educative. L’aumento della dote finanziaria a 15 milioni di euro e il ritocco verso l’alto dell’Isee testimoniano, secondo la giunta, la volontà politica di sostenere la genitorialità e facilitare la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro all’interno del territorio regionale.
Le procedure telematiche dettagliate nel bando
Per fare richiesta delle somme, le famiglie dovranno seguire le procedure telematiche dettagliate nel bando e rispettare rigorosamente il termine delle 12 del 5 agosto 2026. Il provvedimento rappresenta un tassello cruciale nella programmazione del welfare laziale per la prima infanzia, con l’obiettivo dichiarato di garantire la massima copertura della rete e calmierare l’impatto delle rette scolastiche sui bilanci delle famiglie romane e regionali.

