“Ma lei mi può spiegare quanto ci hanno messo ad affrescare la Cappella Sistina? – Ma si certo, Leonardo… – Mi scusi ma non era Michelangelo? – Si, si certo, il Merisi…”. Se siete rimasti sconcertati sappiate che questa conversazione avveniva in coda davanti all’ingresso dei Musei Vaticani. La guida improvvisata che inanellava una gaffe dopo l’altra, sbagliando perfino il cognome di Michelangelo, che ovviamente è Buonarroti, era una delle tante tutti i giorni presidiano la zona del Vaticano.

Se il solito girovagare dei turisti è stato accresciuto dal “Papa-Boom”, allora qualcuno ci ha visto lungo millantando le proprie credenziali di conoscitore di Roma e dei suoi tesori. Nel percorso che va da Ottaviano all’ingresso di San Pietro, frotte di turisti sono presi d’assalto da giovani, e meno giovani, poliglotti con tanto di cartine multilingue della città. Per pochi euro si propongo di portarti a spasso tra le meraviglie custodite nella stanze vaticane.
Un fenomeno totalmente fuori controllo come denunciato dai Vigili Urbani: “A S. Pietro ne erano operativi almeno 200 sparpagliati nei vari angoli tra Via della Conciliazione e la Basilica di San Pietro. In concorrenza tra loro, si sfidavano a chi riusciva a convincere più turisti per portarli a fare il giro dei Musei”.
Una nuova figura professionale, che agisce spesso in accordo con le guide per cui funge da “procacciatore di clienti”, agendo spesso anche con insistenza per convincere il turista ad accettare il servizio offerto. Si trovano in un buco del sistema, agendo al di fuori di ogni regolamentazione che ne determini i limiti d’attività.
Un afflusso di turisti che non accenna a diminuire e che ha colto impreparato il sistema turistico: moltissimi gruppi provenienti dall’est o dall’Asia, si portano la “guida” direttamente da casa, anche se molto spesso non sa neppure distinguere Roma da Firenze.
Nella maggior parte dei casi queste aspiranti guide, seppure concettualizzate dalle agenzie turistiche, operano nel totale abusivismo arrecando un danno all’immagine e al decoro della città; ma i vigili non possono fare nulla, trovandosi con le mani legate e nell’impossibilità di operare essendo “figure” non censite né regolamentate dall’Amministrazione Comunale.
Nell’attesa che l’impasse delle urne abbia fine, sotto il sole o sotto l’ombrello al confine tra Roma e il Vaticano si fanno affari d’oro a scapito dei turista sperando che tornando a casa non sbagli almeno il cognome di Michelangelo.
