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Atac, arrivano “lacrime e sangue”. Improta: “Nuovi tagli e risparmi”

Atac, arrivano “lacrime e sangue”. Improta: “Nuovi tagli e risparmi”
ESCLUSIVO. Il 5 agosto l’assessore spedisce una lettera ai vertici della società. “Riducete costi e linee, nuovi orari, fine dei sindacati e tutti a timbrare, dirigenti compresi”. A tutti funzioni di polizia amministrativa. Poi il mistero della revisione delle tariffe
Atac, arrivano “lacrime e sangue”. Improta: “Nuovi tagli e risparmi”
Atac, arrivano “lacrime e sangue”. Improta: “Nuovi tagli e risparmi”


di Fabio Carosi

Scrive Improta all’Atac: “Entro il 2016 dovranno essere risparmiati 140 milioni di euro attraverso l’incremento dei ricavi e la razionalizzazione dei costi”. Al prezzo di lacrime e sangue. E’ il 5 agosto: mentre arrivano le prime mail per la “ricollocazione professionale”, firmate dal capo del Personale, Giuseppe De Paoli, l’assessore alla Mobilità del Comune di Roma spedisce una lettera con la quale dispone un percorso “terribile” per procedere sulla via del risanamento di Atac.
E’ una vera rivoluzione che parte dai risparmi all’osso sul costo del lavoro, riduzione dello strapotere dei sindacati di base, e lotta serrata all’assenteismo. Poi tagli, tagli e ancora tagli. La lettera che affaritaliani.it pubblica integralmente, ha l’aspetto classico delle linee guida, invece è un percorso rivoluzionario, con il quale il proprietario alza la voce e dice basta a decenni di malcostume e malgoverno.
NUOVI TAGLI AL SERVIZIO. L’obiettivo è un ritorno agli Anni ’90, quando la somma dei chilometri di gomma più ferro si attestata a 101 milioni. Così entro la fine dell’anno, dovrà essere completato il piano di riorganizzazione della rete di bus con nuovo tagli per evitare duplicazioni di percorsi. Anche il servizio notturno sarà ridotto con l’obiettivo di esteriorizzarlo entro il 2015.
IL COSTO DEL LAVORO. Come anticipato, le lettere per ricollocare gli amministrativi in esubero sono già partite e il processo dovrà concludersi entro la fine dell’anno. Per gli straordinari è prevista un’ulteriore riduzione del 10 per cento per ciascuno dei prossimi tre anni, mentre sarà obbligatorio un aumento della produttività, con una nuova gestione dei turni di autisti e macchinisti, per i quali è previsto anche un aumento delle ore di lavoro per adeguarli ai costi standard. Sempre entro la fine dell’anno non ci sarà più alcuna differenza tra “ultimi” e dirigenti: tutti dovranno timbrare sia all’inizio della giornata di lavoro e alla fine. Sempre i dirigenti, i quadri e tutto il personale addetto al controllo e alla vigilanza, dovranno assumere la qualifica di “incaricato di polizia amministrativa”, una specie di pubblico ufficiale che avrà poteri  equiparabili ad un agente di polizia per il controllo di documenti e biglietti.
IL SINDACATO RIDIMENSIONATO. Scrive Improta, poche parole ma tombali: “Aggiornamento del sistema di rappresentanza di base (Le Rsu) attraverso la definizione di un regolamento, anche al fine di conseguire un contenimento complessivo delle agibilità sindacali”. Tradotto: è finita l’epoca dei permessi sindacali autogestiti.
ORARI E ASSENTEISMO. L’orario di lavoro sarà unico e senza differenze tra funzioni. Se non basta, tutti gli “inidonei” saranno mandati a visita superiore e coloro che, ad esempio, non possono guidare i bus, potranno e dovranno essere spediti verso attività di front-line: cioè uffici al pubblico e controlleria.
MANUTENZIONI. Per gli operai arrivano tempi duri: tutti a 39 ore settimanali con una nuovo sistema di misurazione di attività e tempi e zero straordinari durante il turno di lavoro.  Inoltre, entro la fine dell’anno, partiranno anche le manutenzioni notturne e un sistema di reperibilità in caso di emergenze.
COSTI E RICAVI. L’assessore non lo dice espressamente me l’ipotesi che per Atac si deba ricorrere ad una ricapitalizzazione è forte. Nel frattempo oltre ai risparmi, l’obiettivo principale è di aumentare i ricavi, addirittura ricorrendo a biglietterie mobili in occasione di grandi eventi e passando al setaccio entro il 2015 almeno il 25 per cento delle agevolazioni tariffarie e il 50 per il 2016. Poi ci sono due righe da interpretare. Scrive sempre Improta: “Revisione delle condizioni tariffarie e delle norme di utilizzazione dei titoli di viaggio”. La lettura è duplice: o riduzione del tempo di validità del biglietto, oppure il tanto temuto aumento. Tutto da capire, anche l’eventuale portata politica e gli effetti che potrebbe avere un nuovo ritocco dopo quello operato dalla Giunta Alemanno.
Mai prima d’ora l’azionista era stato tanto chiaro sulla riorganizzazione dell’Atac.

LEGGI LA LETTERA DELL’ASSESSORE GUIDO IMPROTA