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Ballando con le Stelle, Simone Di Pasquale senza filtri: “La giuria? Anche le simpatie personali contano. Ecco cosa cambierei nel programma” – INTERVISTA

Dopo aver raccolto il testimone di Paolo Belli nella Sala delle Stelle, il maestro di ballo e conduttore racconta il suo nuovo ruolo, svela retroscena e dinamiche dietro le quinte, commenta la giuria e individua in Alessandro Matri e Manuela Moreno le sorprese di questa edizione

Ballando con le Stelle, Simone Di Pasquale senza filtri: “La giuria? Anche le simpatie personali contano. Ecco cosa cambierei nel programma” – INTERVISTA

Un nuovo ruolo, un’eredità importante e uno sguardo privilegiato sulle dinamiche di Ballando con le Stelle. Simone Di Pasquale è uno dei volti storici del programma: prima ballerino, poi giurato e commentatore, oggi è chiamato a raccogliere il testimone di Paolo Belli alla guida della Sala delle Stelle. Un osservatorio speciale dal quale può cogliere umori, tensioni, complicità e trasformazioni dei protagonisti, lontano dai riflettori della pista. Simone racconta il suo nuovo incarico, si sofferma sulle valutazioni della giuria, ma, soprattutto, lancia una proposta destinata a far discutere: introdurre una classifica progressiva, capace di premiare il percorso delle coppie e incidere sul risultato della finalissima.

L’intervista

Ha preso il posto di Paolo Belli nella Sala delle Stelle. Un’eredità non facile. Pensa di poter dare un’impronta completamente diversa a questo spazio?

Raccolgo un testimone importante, un ruolo che si è consolidato nell’arco di vent’anni e che mi è stato affidato, purtroppo, in seguito a un evento particolarmente doloroso. Ho accettato con grande piacere e senso di responsabilità, nonostante le circostanze. Non ho la presunzione di voler fare meglio di chi mi ha preceduto; il mio intento è, piuttosto, quello di offrire un contributo personale, lasciare un’impronta riconoscibile che possa arricchire e dare nuova linfa a un percorso già così significativo. Del resto, questo ambiente rappresenta le mie radici professionali. Sono nato artisticamente qui: sono stato ballerino, conosco la sala prove, i corridoi, la Sala delle Stelle, ogni angolo e ogni sfumatura della vita quotidiana del programma. Nel corso degli anni ho avuto modo di vivere Ballando con le Stelle da prospettive diverse: prima da protagonista in pista, poi a bordo campo nel ruolo di giurato e, successivamente, come commentatore. Posso dire, dunque, di conoscere questa trasmissione in ogni sua dimensione, dentro e fuori la scena. Mi lega a Ballando un rapporto profondo, costruito nel tempo attraverso esperienze, affetto, stima e una naturale sintonia con il corpo di ballo e con i miei colleghi. Oggi sento la responsabilità di essere un punto di riferimento per l’intera squadra, quella che amo chiamare affettuosamente la mia “banda di ballerini”. Il mio compito è trasmettere entusiasmo, energia e fiducia, accompagnandoli anche nei passaggi più complessi di questa avventura. Perché, sebbene Ballando con le Stelle sia un gioco e uno spettacolo, è anche un’esperienza che mette in campo emozioni autentiche, coinvolgimento e, talvolta, inevitabili fragilità. Non mancano le difficoltà, le tensioni e i momenti di sconforto: è proprio allora che voglio esserci, offrire sostegno, incoraggiamento e aiutare ciascuno a ritrovare le proprie motivazioni. Senza mai dimenticare, però, ciò che considero fondamentale: il piacere di stare insieme e di condividere un’esperienza straordinaria.

Ballando con le Stelle, Simone Di Pasquale senza filtri: “La giuria? Anche le simpatie personali contano. Ecco cosa cambierei nel programma” – INTERVISTA
Simone Di Pasquale, ogni sabato sera nella Sala delle Stelle, un nuovo ruolo, la stessa passione per la danza e il dietro le quinte del grande dance show di Rai 1

Stando così vicino ai concorrenti, vede anche quello che il pubblico non carpisce. C’è qualcuno che davanti alle telecamere mostra un carattere e dietro le quinte ne ha un altro?

Quest’anno, vivendo a stretto contatto con i concorrenti, ho avuto l’opportunità di osservarne da vicino le dinamiche quotidiane e di cogliere un aspetto interessante: esiste una sostanziale corrispondenza tra ciò che ciascuno manifesta durante la settimana, in sala prove, nei corridoi o anche semplicemente al bar, e quello che poi ritroviamo nelle clip e nelle esibizioni in pista. È proprio questa, a mio avviso, una delle caratteristiche più affascinanti di Ballando con le Stelle: lo spazio per la finzione si riduce progressivamente, fino quasi a scomparire. Il ballo diventa uno specchio dell’identità, un linguaggio capace di restituire emozioni e verità che spesso le parole non riescono a esprimere. Perché a Ballando si può provare a nascondersi, ma prima o poi il corpo finisce sempre per raccontare chi siamo davvero.

Diciamolo: non sempre la classifica rispecchia quello che succede in pista. C’è una coppia che, secondo lei, viene sottovalutata dalla giuria?

Ci sono certamente alcuni giurati che, in determinate occasioni, possono apparire imprevedibili nelle loro valutazioni. Tuttavia, osservandone i giudizi nel corso delle puntate, ci si accorge che dietro ogni voto esistono motivazioni precise e una propria chiave di lettura. Credo che questa edizione si distingua per un livello complessivo particolarmente elevato. Ci sono concorrenti che, inevitabilmente, incontrano qualche difficoltà in più. Siamo arrivati al giro di boa, alla sesta puntata, e devo ammettere che, allo stato attuale, non saprei ancora individuare un possibile podio. È una stagione estremamente combattuta, caratterizzata da equilibri tutt’altro che definiti e da una classifica che può cambiare radicalmente da una settimana all’altra. Nessuno può sentirsi davvero al sicuro e ogni esibizione può rimettere tutto in discussione. È proprio questa imprevedibilità a rendere la gara avvincente: il percorso è ancora aperto, ci sono molte storie da raccontare e, soprattutto, tante sorprese che potrebbero ancora riservarci.

La giuria di Ballando è spesso protagonista quanto i concorrenti. Secondo lei i giudici valutano davvero la tecnica o, a volte, si lasciano condizionare dalle simpatie personali?

La giuria rappresenta una componente imprescindibile del programma, perché ha la capacità di innescare reazioni, suscitare emozioni e smuovere sensibilità che, spesso, finiscono per incidere anche sul percorso e sull’evoluzione della coppia in pista. Naturalmente, non tutti i giurati hanno una formazione prettamente tecnica e, di conseguenza, il loro giudizio non si esaurisce necessariamente in un’analisi rigorosa della qualità della performance. A entrare in gioco sono anche la componente emotiva, le simpatie personali, le percezioni individuali e, talvolta, persino qualche preconcetto. È un insieme di fattori che contribuisce a rendere il confronto vivace, alimenta il dibattito e, non di rado, accende la competizione. D’altra parte, anche questo fa parte della natura stessa del programma.

Ballando con le Stelle, Simone Di Pasquale senza filtri: “La giuria? Anche le simpatie personali contano. Ecco cosa cambierei nel programma” – INTERVISTA
Simone Di Pasquale con la moglie Maria Di Stolfo

C’è un concorrente che non meriterebbe di arrivare in finale ma che potrebbe farcela grazie alla popolarità e al televoto?

È vero, siamo di fronte a una competizione di ballo, ma il programma vive anche del coinvolgimento e del gradimento del pubblico da casa, che non si affeziona esclusivamente alle esibizioni, ma anche alle storie personali, al temperamento e all’umanità dei protagonisti. Ed è giusto che sia così: è proprio l’intreccio tra talento, emozioni e personalità a rendere questo spettacolo così coinvolgente. Se dovessi indicare oggi un concorrente che, a mio avviso, potrebbe ambire alla finale facendo leva anche sulla componente emotiva e sulla simpatia che ha saputo conquistare all’interno del programma, farei il nome di Riccardo Rossi. È un grande motivatore, un autentico uomo-spogliatoio, una presenza aggregante, capace di creare gruppo, infondere entusiasmo e trasmettere energia positiva a chi gli sta intorno. Sotto questo profilo rappresenta una risorsa preziosa per tutta la squadra. Credo che il pubblico possa riconoscersi nella sua spontaneità e nella sua capacità di vivere questa esperienza con generosità, leggerezza e spirito di condivisione.

In Sala delle Stelle si festeggia, si piange e qualche volta si rosica. Ha già assistito a qualche reazione sopra le righe dopo un voto o una classifica?

I concorrenti seguono con attenzione le esibizioni dei propri colleghi, si confrontano sulle performance, commentano i risultati e, naturalmente, non mancano le reazioni ai verdetti della giuria. Devo dire, tuttavia, che personalmente, fino a oggi, non mi è mai capitato di assistere a critiche dirette nei confronti di un altro concorrente. Le perplessità e le osservazioni riguardano più frequentemente i giudizi della giuria, che anche in questa edizione, in alcune circostanze e nei confronti di determinati protagonisti, ha manifestato una particolare severità. Non si sono verificati episodi particolarmente eclatanti, fatta eccezione per il confronto tra Anna Safroncik e Leonardo Lini, che ha inevitabilmente colto tutti noi di sorpresa, lasciandoci, per certi aspetti, anche in imbarazzo. È stato un momento delicato, che ha generato una certa tensione e che non poteva non ripercuotersi sull’atmosfera del gruppo. Quando si condividono quotidianamente prove, emozioni e fatiche, anche le situazioni più difficili finiscono inevitabilmente per coinvolgere l’intera squadra.

Ballando con le Stelle, Simone Di Pasquale senza filtri: “La giuria? Anche le simpatie personali contano. Ecco cosa cambierei nel programma” – INTERVISTA
Simone DI Pasquale e la Signora Coriandoli (Maurizio Ferrini) protagonisti di un’esibizione a Ballando con le Stelle

Le sue coppie preferite?

Il mio ruolo quest’anno non mi permette di seguire con continuità tutte le esibizioni dei concorrenti e le relative votazioni. Durante la diretta, infatti, sono impegnato nella gestione della scaletta, nella preparazione dei lanci e nel coordinamento dei diversi passaggi della puntata. A questo si aggiungono i frequenti cambiamenti in corsa, che richiedono attenzione e capacità di intervento immediato. Di conseguenza, non sempre ho la possibilità di osservare con la necessaria continuità tutto ciò che accade in pista e di avere un quadro completo e tempestivo della competizione. Tra le sorprese più piacevoli di questa edizione, tuttavia, metterei sicuramente Alessandro Matri e Manuela Moreno. Quest’ultima non la conoscevo sotto il profilo delle attitudini alla danza e devo riconoscere che è stata una vera rivelazione. Non mi aspettavo una predisposizione così marcata né, soprattutto, un percorso di crescita tanto interessante. Manuela del resto, non era stata presentata inizialmente come una concorrente con particolari ambizioni da performer. Una sorpresa analoga è arrivata da Matri: quando è stato annunciato nel cast, durante l’estate erano circolati alcuni suoi video, ma nulla lasciava presagire una simile inclinazione per il ballo. Entrambi, invece, stanno mettendo in luce qualità, talento e capacità che hanno superato le aspettative iniziali. Ed è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti: scoprire, puntata dopo puntata, potenzialità inaspettate e lati inediti di persone che il pubblico credeva già di conoscere. Sono queste le sorprese che rendono ogni edizione un’esperienza diversa e speciale.

Se potesse cambiare una regola di Ballando con le Stelle, quale toccherebbe? Il sistema dei voti, il tesoretto, il peso del televoto o il potere della giuria?

C’è un meccanismo che introdurrei volentieri: assegnare dei punti in classifica a ogni puntata, facendo in modo che i risultati ottenuti durante il percorso abbiano un peso concreto anche nella finalissima. Penso, per esempio, ai primi e ai secondi posti conquistati dai concorrenti nelle singole serate: ciascun piazzamento potrebbe tradursi in un punteggio prestabilito, da conservare e accumulare settimana dopo settimana. Si creerebbe così una sorta di classifica progressiva, nella quale ogni risultato contribuirebbe a costruire un patrimonio di punti da portare fino alla finale e destinato a incidere sulla competizione conclusiva. Sarebbe un modo per dare continuità alla gara, premiare non soltanto la singola performance, ma anche la costanza, la crescita e il rendimento complessivo delle coppie. Credo che un sistema di questo tipo renderebbe ogni puntata ancora più determinante, evitando che il percorso precedente venga, di fatto, azzerato all’appuntamento finale. In fondo, la vittoria dovrebbe essere anche il riconoscimento di un cammino, non soltanto il risultato di un’ultima esibizione.

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