Alessandro Bastoni non dimenticherà facilmente i primi sei mesi del 2026, sinora annus horribilis del difensore dell’Inter, passato nel giro di pochi mesi dall’essere uno dei simboli dell’Inter e della Nazionale italiana a protagonista di episodi, dentro e fuori dal campo, che hanno compromesso la sua immagine pubblica e aperto interrogativi sul futuro in Italia e all’Inter.
Atto I: il caso Kalulu, Bastoni bersaglio mobile del calcio italiano

La stagione di Alessandro Bastoni prende una bruttissima piega il 14 febbraio in occasione di Inter – Juventus. Il centrale difensivo nerazzurro dopo un contatto con Kalulu, rovina a terra. L’arbitro La Penna non ha dubbi. Doppio giallo ed espulsione per il difensore della Juventus. Bastoni esulta come se avesse segnato. Dalle immagini emerge che il difensore ha perlomeno accentuato il contatto. Quanto basta per scatenare un vespaio mediatico. Bastoni è costretto a chiudere i social e poi a chiedere scusa non tanto per la opinabile simulazione, quanto per la evidente esultanza dopo il rosso sventolato in faccia all’avversario. Da allora, è diventato il bersaglio mobile del calcio italiano. In qualsiasi campo l’Inter giochi in trasferta, è travolto da una selva dei fischi.
Atto II: il cartellino rosso contro la Bosnia e l’eliminazione dal Mondiale

Il secondo atto si consuma dopo circa un mese: il 31 marzo l’Italia è di scena a Zenica, in Bosnia, per giocarsi l’accesso al Mondiale. Partita messa in discesa da un gol di Kean che porta in vantaggio gli azzurri, poi però impiccata dal difensore dell’Inter. Al 41’ Bastoni sbaglia un controllo e poi entra fallosamente su Memic lanciato a rete. Turpin, arbitro dal cartellino facile, si ingolosisce ed estrae il rosso. Italia in dieci, rimontata. Epilogo ai rigori, drammatico. Per la terza volta consecutiva azzurri fuori dai Mondiali. L’errore pesa enormemente sulla immagine già compromessa. L’indice di gradimento scende ai limiti storici. I tifosi dell’Inter non lo lasciano mentre tutta l’Italia calcistica lo scarica definitivamente considerandolo l’emblema della disfatta.
Atto III: l’inchiesta giudiziaria cambia lo scenario e il futuro?

Il terzo atto si consuma a gioco e campionato fermo. La conquista del “doblete” con l’Inter che oltre al campionato vince anche la Coppa Italia e il tempo che annacqua i ricordi aiutano, ma nelle ultime ore arrivata l’ultima mazzata. Bastoni è indagato dalla Procura di Milano per prostituzione minorile nell’ambito dell’inchiesta sul presunto giro di escort legato all’agenzia MA.DE. di Cinisello Balsamo. Sia chiaro, indagato non significa colpevole ma l’opinione pubblica è giustiziera prima che giustizialista. Difficile immaginare, con queste premesse, che il calciatore possa mantenere equilibrio e serenità. Con queste premesse l’addio all’Inter e alla Serie A è da mettere in preventivo sia per il club nerazzurro, che comunque monetizzerà dalla cessione, sia per il ragazzo: ripartire lontano dall’Italia è forse la soluzione migliore anche per preservarlo come uomo.

