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Bella e diabolica: a cena con la ladra. Rapinati dopo un cocktail al valium

Adescava le sue vittime contattandoli con un messaggio sui social network. Poi con la promessa di una serata elettrizzante si faceva invitare a casa dove si improvvisava barista. Il drink era però amaro per gli uomini caduti nella trappola: in pochi istanti cadevano addormentati, drogati con dosi massicce di benzodiazepine che la donna aveva miscelato nel bicchiere. Per “Clara” sono scattate le manette proprio mentre agganciava l’ennesima vittima

“Ciao, mi chiamo Clara, son ungherese e sono da poco in Italia, sto cercando di fare nuovi amici perché sono tanto sola”. Nella foto che corredava i messaggi un volto angelico che ha fatto cadere quattro uomini nella trappola.

donna in chat

La tecnica era sempre la stessa: “Clara” agganciava le sue vittime grazie ai social network poi si faceva invitare a casa per una cena a lume di candela. “Tu mettiti a sedere che ti preparo io un cocktail per scaldare un po’ questa serata”. Ma al primo sorso gli uomini cadevano letteralmente stesi: all’interno del drink infatti la donna mescolava dosi massicce di “benzodiazepine”, sostanze che causavano una rapida perdita di conoscenza delle vittime con l’altissimo rischio, tra l’altro, di causare anche la morte in soggetti particolarmente sensibili.
A quel punto la donna aveva tutto il tempo per svaligiare gli appartamenti. In tutto sono state 4 le rapine compiute tra il 17 e il 20 agosto. Le indagini, sono iniziate da un primo episodio avvenuto nella zona della Balduina, sono state condotte dagli uomini del Commissariato Monte Mario, diretto dal dott. Claudio Cacace.
Gli investigatori, dopo aver ascoltato per ore le vittime, sono arrivati ad un quadro generale della situazione in cui la protagonista degli episodi corrispondeva sempre alla stessa donna: analizzando le chat delle vittime, sono riusciti a risalire all’utenza telefonica utilizzata dalla donna, risultata intestata ad una persona inesistente.
Quando la donna ha contattato di nuovo un uomo dandogli un appuntamento immediatamente è stato predisposto servizio di appostamento sul luogo dell’appuntamento dove, all’orario convenuto, si è presentato l’uomo. Uno degli agenti si è avvicinato a lui in maniera riservata e, dopo averlo messo al corrente di quanto stava accadendo, gli ha chiesto di collaborare presentandolo alla ragazza come un suo amico incontrato lì per caso. L’uomo, capito il pericolo a cui era andato incontro, ha ovviamente accettato.
Con oltre un’ora di ritardo la ragazza è arrivata e, ancora una volta, si è presentata con il nome di Carla, dicendo altresì di avere origini ungheresi. A smascherarla definitivamente è stato, però, un suo movimento con il quale ha messo in luce il tatuaggio a forma di fiore che aveva sull’avambraccio sinistro, precedentemente descritto da tutte le vittime.
A quel punto sono scattate le manette e la ragazza, che invece è di origini rumene, identificata per A.B. di 38 anni, è stata sottoposta a Fermo di Indiziato di Delitto e condotta presso la Casa Circondariale di Rebibbia. All’interno della borsa che la donna aveva con sé, gli agenti hanno trovato numerose confezioni di medicinali a base di “benzodiazepine”, oltre alle ricette trafugate durante una rapina avvenuta tempo addietro in zona Villa Glori in danno di un noto medico.