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Roma
Berlusconi: "Bertolaso è un campione per Roma". Spunta la Mussolini

Dopo il faccia a faccia a Palazzo Grazioli in piena notte con Guido Bertolaso, Silvio Berlusconi torna a Roma e suona la carica ai forzisti. Lo "schiaffo di Giorgia" è "indigeribile" e ha lasciato un solco molto più profondo di quello di Salvini che era nell'aria visto lo spostamento al Centro dell'ex Cav e così prepara la "vendetta politica.
"Su Bertolaso non si torna indietro" ma secondo i bene informati Berlusconi sarebbe disponibile prendere in considerazione l'ipotesi di mettere nero su bianco un'eventuale alleanza con Alfio Marchini. Ipotesi remota, visto che l'ingegnere da tre anni è in campagna elettorale permanente, ma che darebbe un senso al progetto di ridurre la Meloni e leader di quel pezzo sostanzioso di Roma che da sempre vota a destra. Ma cosa dare in cambio? I boatos che si rincorrono nelle stanze di Forza Italia parlano di una possibile candidatura di Marchini in un listino bloccato alla Camera o al Senato, garantendo così al possibile alleato il giusto riconoscimento obbligato ad oggi dai sondaggi impietosi e contestati che lo hanno trasformato da grande protagonista a comprimario elettorale. E Marchini, che sino ad oggi ha sempre rifiutato qualsiasi contatto con Berlusconi e lontani anni luce, non è detto che non possa accarezzare l'ipotesi alternativa al Comune di Roma dove, ad oggi, sarebbe condannato a fare una seconda legislatura da consigliere d'opposizione. Per Berlusconi sarebbe un colpaccio, così come il nome che si paventa come capolista della lista romana di Forza Italia che spezzerebbe definitivamente il rapporto con la destra: una donna, impegnata in politica da anni, con un cognome importante e con un passato di destra dal quale ha preso le distanze per abbracciare una visione più moderata ma pur sempre ancorata a valori cattolici. Per ora è top secret ma tutti gli indizi descrivono un identikit che potrebbe portare all'europarlamentare Alessandra Mussolini.
In attesa del summit con tutti gli eletti, Berlusconi non arretra di un centimetro sulla candidatura di Bertolaso: "E' in assoluto la più grande opportunità che Roma abbia avuto dal dopoguerra ad oggi –ha affermato a Radio Cusano - finora i professionisti della politica hanno dimostrato da sindaci di non essere all’altezza. Hanno lasciato solo debiti su debiti, clientele, buche nelle strade. Per rilanciare una città complessa afflitta da degrado, non c’è bisogno di politici o di poeti, c’è bisogno di manager navigati, che abbiano capacità comprovate. In questo senso Bertolaso è il manager numero uno al mondo. Lo hanno detto giapponesi, russi, americani, dopo quello che ha fatto a L’Aquila. E’ il nostro Rudy Giuliani, è un sindaco che come Giuliani può imporre la tolleranza zero e risolvere tutti i giganteschi problemi della capitale. Stiamo proponendo ai romani una possibilità insperata. La possibilità di poter contare su un fuoriclasse del fare. A Roma serve una guida eccezionale, non uno dei tanti chiacchieroni della politica. Non credo che i romani siano così sprovveduti da non capire quale sia il loro interesse, non credo che siano disposti a buttare il loro voto su candidati e su partitini che non hanno nessuna possibilità di successo o che se fossero eletti non saprebbero nemmeno da che parte si comincia. Io credo che tutti coloro che hanno diritto di voto e siano simpatizzanti del Pd, dei 5 Stelle, della destra, sapranno guardare al di là degli interessi dei partiti che gli sono simpatici e voteranno secondo i loro interessi, secondo gli interessi di Roma. Il confronto sull’adeguatezza tra Bertolaso e gli altri candidati in campo è di 10 a 1, Bertolaso 10 e gli altri anche meno di 1. Gli altri sono campioni del bla bla bla, Bertolaso è un campione del fare, io gli ho visto fare dei miracoli in varie emergenze”.
E sui "traditori" ha aggiunto: "Non mi sento pugnalato Berlusconi è come Batman, ha la corazza di kevlar. Questa situazione nel centrodestra serve solo a creare confusione e a favorire Pd e 5 Stelle. Vale la pena ricordare che fummo io, Salvini e Meloni a chiedere a Bertolaso di rinunciare alla sua missione in Africa e a candidarsi. Roma è la nostra capitale, non può essere lasciata nella crisi e nel degrado. A Bertolaso abbiamo detto che lo ritenevamo l’unico capace di risollevare Roma. Quando per un capriccio si rompe l’accordo, si rischia di fare un regalo sul piatto d’argento agli avversari, davvero da non crederci”.

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elezioni romabertolasoberlusconimelonisalvinialessandra mussolini
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