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Berlusconi e Jimi Hendrix, il legame che nessuno immagina: tutto nasce dal lontano Honduras…

Berlusconi e Jimi Hendrix, il legame che nessuno immagina: tutto nasce dal lontano Honduras…

A tre anni dalla scomparsa del Cavaliere riaffiora una curiosità sorprendente: il legno della sua bara è lo stesso che ha contribuito a rendere leggendarie alcune delle chitarre di Jimi Hendrix. Un dettaglio che unisce due mondi apparentemente inconciliabili, tra politica, imprenditoria e storia del rock.

L’anniversario riporta alla luce una storia poco nota

A tre anni dalla morte di Silvio Berlusconi, avvenuta il 12 giugno 2023, riaffiorano aneddoti e curiosità che raccontano aspetti meno conosciuti dell’ultimo viaggio del fondatore di Fininvest. Tra questi ce n’è uno che sembra uscito da un romanzo e che mette in relazione il Cavaliere con una delle più grandi icone della musica mondiale: Jimi Hendrix.

A evidenziare questa singolare connessione è stato anche l’autorevole blog musicale Sonar del giornalista Luca Varani, dal 2007 punto di riferimento per gli appassionati di rock e cultura musicale, che ha riportato un dettaglio passato quasi inosservato durante i solenni funerali di Stato celebrati tre anni fa nel Duomo di Milano.

Il filo rosso passa attraverso il mogano dell’honduras

Il legame tra Berlusconi e Hendrix non ha nulla a che fare con la politica, con la televisione o con la musica. Tutto nasce da un materiale pregiato: il mogano dell’Honduras. Il feretro che custodisce le spoglie dell’ex presidente del Consiglio è stato infatti realizzato dagli artigiani di Art Funeral Italy, azienda bergamasca specializzata nella produzione di bare di alta manifattura. Il modello scelto, denominato “23 Duomo”, è stato costruito utilizzando mogano stagionato di elevatissima qualità, caratterizzato da venature rosso-brune particolarmente pregiate.

È proprio questo il dettaglio che porta idealmente a Hendrix. Lo stesso legno, infatti, è stato utilizzato nel corso dei decenni per la realizzazione di alcune delle più celebri chitarre elettriche che hanno fatto la storia del rock mondiale.

Venti giorni di lavoro per un manufatto unico

Dietro quel feretro si nasconde un lavoro quasi artigianale d’altri tempi. Secondo quanto raccontato dal titolare Paolo Imeri, per completare la bara sono stati necessari circa venti giorni di lavorazione, di cui ben dieci dedicati esclusivamente alla lucidatura e alla doppia verniciatura.

Una scelta tecnica che permette al legno di esprimere due diverse finiture: lucida sulla parte superiore, capace di esaltare le venature naturali del mogano, e satinata lungo i profili laterali. Il risultato è un manufatto esclusivo, realizzato partendo da tronchi interi selezionati per preservarne la cosiddetta “figurazione”, una sorta di impronta digitale naturale del legname.

Il costo dell’opera non è mai stato reso noto. Per ragioni di riservatezza l’azienda non ha divulgato alcuna cifra, limitandosi a confermare che si tratta dello stesso modello scelto anche per l’ultimo saluto a Leonardo Del Vecchio.

Così, a distanza di anni dalla scomparsa del Cavaliere, emerge una curiosità che unisce due universi lontanissimi: da una parte l’imprenditore che ha segnato la storia italiana contemporanea, dall’altra il genio ribelle della chitarra elettrica. A fare da ponte, paradossalmente, non è la musica né la politica, ma il fascino senza tempo di un legno entrato nella leggenda.