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Biciclette, arrivano i nuovi ladri. Sul web il manuale dell’autodifesa

Esplodono le vendite delle due ruote nei primi quattro mesi del 2013: +20 per cento. Ma ad un aumento della domanda corrisponde anche un vertiginoso incremento dei furti, che colpiscono quasi il 15% dei pedalatori. Giornalmente i pali a cui erano assicurate le biciclette rimangono vuoti mentre i ladri si muovono a bande organizzate con tronchesi e furgoni al seguito con cui compiono dei veri e propri raid notturni. Online i ciclisti si organizzano sui forum dando vita anche a forme di autodifesa tecnologica

di Alberto Berlini

Ogni ciclista lo sa bene. Le cose più importanti a cui pensare al momento dell’acquisto di una nuova bicicletta sono lucchetto e catena. Poco importa se si finisce per girare per la città con una zavorra anche di qualche chilo pur di salvare il proprio destriero, perché le bici ora vanno davvero a ruba.

ladri di biciclette

È l’effetto crisi. Nei primi quattro mesi del 2013 la vendita delle biciclette a Roma e provincia ha conosciuto un vero e proprio boom rispetto allo stesso periodo dell’anno passato: più 20 per cento. I dati non possono che essere parziali poiché non esiste un registro obbligatorio dei velocipedi, ma si calcola che nella sola Capitale ne circolino abitualmente 150mila, mentre i ciclisti occasionali sono oltre il doppio. Al boom delle vendite segue di pari passo quello dei furti. Difficile anche in questo caso avere una stima esatta del fenomeno, tanti sono infatti le vittime che neppure denunciano la sparizione del mezzo. I dati del Registro Italiano delle Bici indicano una percentuale di furti che nel 2012 ha riguardato il 15% del totale del parco circolante nella Capitale, con una possibilità di recupero di poco superiore allo zero.
I ladri di biciclette, immortalati cinematograficamente da De Sica nel 1948, continuato a popolare le stesse strade e gli stessi luoghi di 50 anni fa e sono sempre più organizzati. Se infatti nel 2012 sono stati 12 gli arresti eseguiti dai soli Carabinieri,  nei primi mesi di quest’anno le segnalazioni sono raddoppiate. Ma si tratta sempre di una goccia nel mare, data anche la facilità con cui alle biciclette parcheggiate per strada possono essere recise le catene e fatte sparire all’interno di furgoni-magazzino: si tratta di veri e propri raid che si registrano quotidianamente in molte zone della città, come attestano anche numerosi interventi delle Forze dell’ordine.
Ma i furti non avvengono solo di notte. Online i forum dei ciclisti metropolitani sono pieni di segnalazioni e di avvisi. Del 28 aprile la denuncia della sparizione di una bici nella centralissima piazza Santi Apostoli: erano solo le 19.30 ma il ladro non si è fatto scrupolo nel tagliare la catena e allontanarsi in quei dieci minuti fatali in cui il ciclista era entrato in un negozio. Seguono i consigli dei beninformati: “Fatti un giro a Porta Portese dalla parte di via Angelo Bargoni e limitrofi, è lì che smerciano le cose rubate. Poi fatti un giro al mercato che fanno la mattina molto presto al cinodromo”. Ma è come muoversi dentro una leggenda metropolitana. Il vero commercio del “rubato garantito” è nel passa parola e in rete. Qui spuntano come funghi sui siti specializzati le offerte di usato, raramente accompagnate da uno scontrino che ne testimonia l’acquisto legale”
In rete nascono anche le prime forme di “autodifesa”: oltre ai consigli su come legare al meglio le biciclette, ecco quindi i codici identificativi da applicare sul telaio e un archivio online su cui “immatricolare” il proprio mezzo a trazione muscolare. Il registro funziona, anche grazie a squadre di cacciatori che armati di smartphone, passeggiando per le vie della città, segnalano eventuali ritrovamenti. Infine, la madre di tutte le soluzioni: rendere impossibili, o perlomeno difficile il furto, smontando la sella. Almeno il ladro occasionale non potrà allontanarsi a pedali.
Per la mobilità ciclabile la bocciatura è senza appello. Appurata la triste sparizione del bike sharing, affossato da furti e mancanza di manutenzione, sono altri i problemi denunciati a cui i ciclisti chiedono a gran voce una risposta: oltre alla cronica inadeguatezza delle piste ciclabili, si registra la totale assenza di rastrelliere e di spazi di sosta per le biciclette, una mancanza che costringe a parcheggi fantasiosi vicino a pali dell’illuminazione o segnali stradali, cosa che può comportare anche una multa di 80 euro da parte dei Vigili Urbani, sempre più alle prese con una nuova grana da gestire.