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Bilancio: termini scaduti per Roma. Consiglio-caos, appesi al Prefetto

Aperta e poi chiusa la seduta dell’assemblea, ufficialmente in attesa di trasferire in formato elettronico 210 mila ordini del giorno e 38 mila emendamenti. L’opposizione compatta grida all’illegittimità della riunione. Dal momento in cui il Prefetto Pecoraro formalizzerà la lettera di deroga, Roma avrò 20 giorni di tempo per evitare il commissario. Il sindaco Marino in mattinata diserta l’aula e va ad un convegno sul turismo

Ora è il caos totale. Scaduto il termine di legge per l’approvazione del bilancio 2013, il 2 dicembre è il giorno della paralisi. A dare una mano al Consiglio Comunale di Roma, ci si è messo anche il prefetto Giuseppe Pecoraro che a metà mattinata non aveva ancora notificato all’aula Giulio Cesare, la lettera con la quale concedere la proroga istituzionale per l’approvazione del bilancio. Ultima spiaggia per evitare che Ignazio Marino e la sua Giunta vengano fatti decadere e Roma affidata ad un commissario.

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Si parte al mattino, come se fosse nulla, quanto basta per permettere all’opposizione di scatenarsi. “Già informalmente avevamo reso noto alla maggioranza che non saremmo stati complici del proseguimento dei lavori dell’assemblea in una data non legittimata dalla legge che prevede il termine ultimo del 30 novembre. Va da sé che, in assenza di nota formale del Prefetto che autorizzi il consiglio ad andare oltre la data ultima, la seduta odierna è da considerarsi illegittima”. Cosi’ i capigruppo di opposizione di centrodestra (Fi, Pdl, Ncd, Cittadini X Roma, Fdi) e il capogruppo del Gruppo Misto Roberto Cantiani. “Inoltre – hanno proseguito – sono state presentate quattro pregiudiziali a firma di tutti i gruppi presenti in opposizione (compreso il Movimento 5 Stelle e la lista Marchini ndr) per chiedere la sospensione dei lavori sino a quando il Prefetto formalmente non ne autorizzerà il proseguimento”.
E così è stato ma con l’ennesimo escamotage tecnico: ufficialmente il presidente dell’assemblea Mirko Coratti, ha annunciato la sospensione dei lavori fino alle 18. Tempo che servirà per permettere agli uffici di terminare il lavoro di valutazione degli ordini del giorno e emendamenti legati alla delibera “madre” e trasferirli in formato elettronico in pennette da consegnare ai singoli consiglieri. Si tratta di circa 210mila odg e 38mila emendamenti”. Deroga del prefetto a parte e salvo miracoli, ci sono 20 giorni di tempo a partire da oggi.
E mentre in Consiglio maggioranza e opposizione si fronteggiava a suon di comunicati  e denunce, il sindaco Marino si è concesso una mattina per parlare di turismo al Forum Turismo congressuale e infrastrutture.