Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Biogas nella Valle del Tevere, la battaglia sui miasmi si sposta nelle stalle

Biogas nella Valle del Tevere, la battaglia sui miasmi si sposta nelle stalle

Nella Valle del Tevere prosegue il confronto sui cattivi odori attribuiti alle attività di trattamento dell’organico. Tra le possibili fonti vengono valutati anche gli allevamenti bovini, ma residenti e comitati chiedono controlli capaci di stabilire con certezza origine e intensità delle esalazioni.

Biogas nella Valle del Tevere, la battaglia sui miasmi si sposta nelle stalle

Nuovo capitolo nella controversia sugli odori legati agli impianti di produzione energetica da materiale organico. Per distinguere le diverse fonti delle esalazioni entrano in scena anche gli allevamenti bovini. Ma residenti e comitati chiedono controlli e risposte certe.

Nella Valle del Tevere la questione ambientale passa anche dal naso. E, questa volta, nel dibattito finiscono perfino le mucche. La presenza degli allevamenti e delle relative deiezioni animali diventa infatti uno degli elementi da prendere in considerazione quando si cerca di stabilire da dove provengano i cattivi odori segnalati sul territorio.

Al centro della vicenda resta la presenza degli impianti destinati alla produzione di biogas e biometano, da anni oggetto di attenzione da parte dei cittadini e delle amministrazioni locali. Il principio alla base di queste strutture è quello della digestione anaerobica: materiale organico viene trasformato in gas utilizzabile a fini energetici, mentre dal processo deriva anche il cosiddetto digestato.

La guerra degli odori

Il problema nasce quando, soprattutto in determinate condizioni atmosferiche, i residenti lamentano esalazioni persistenti e difficili da sopportare. Individuarne con precisione l’origine, però, non è sempre semplice. In un territorio agricolo possono infatti sovrapporsi odori provenienti da concimazioni, allevamenti, stoccaggi di materiale organico e attività degli impianti.

Ed ecco che le mucche, loro malgrado, entrano nel dibattito. Non come responsabili designate, ma come possibile termine di confronto per capire quanto delle molestie olfattive possa essere riconducibile alla normale attività zootecnica e quanto, invece, ad altre lavorazioni.

I cittadini chiedono a gran voce controlli

Per chi vive nella zona, tuttavia, la questione non può ridursi a una gara tra letame e biodigestori. La richiesta è quella di monitoraggi indipendenti, rilevazioni puntuali e verifiche sulle emissioni, soprattutto nei periodi in cui le segnalazioni aumentano.

Il tema degli odori è infatti uno degli aspetti che da anni accompagna il confronto sugli impianti di trattamento dell’organico. Già nei progetti discussi per la Valle del Tevere comitati e amministratori avevano posto l’accento sull’impatto ambientale e sulla necessità di tutelare un’area agricola e paesaggistica particolarmente delicata.