Dalla Prefettura di Roma è arrivato l’ordine di trasferimento immediato. Dalla scorsa notte circa 110 profughi, prigionieri politici, provenienti dalla Nigeria sono stati ospitati presso il Residence Pomezia, un hotel al confine tra Roma e Pomezia, in località Santa Palomba.
Erano giorni che nella struttura era oggetto di lavori di riorganizzazione dopo anni di abbandono e di contenziosi per un cambio di destinazione d’uso. In pochi giorni la Prefettura ha effettuato lavori presso la struttura per l’allaccio dell’energia elettrica e dell’acqua.
E a Santa Palomba, quartiere di estremo confine tra Roma e Pomezia, monta la rabbia dei residenti. “La zona è piena di disadattati – spiega Marcello Turriziani del Comitato di quartiere Santa Palomba-palazzo Morgana – e ospitiamo anche 1500 famiglie di indigenti che Vetrlni sindaco spedì qui. Noi non ce l’abbiamo con nessuno, ma è evidente che a molti di noi viene negata l’acqua potabile, mentre in appena una settimana il residence Pomezia ha tutti gli allacci. Per non parlare poi della popolazione di prostitute che occupano la via Ardeatina, già devastata dal traffico dei tir. Ne abbiamo abbastanza”.
La procedura d’emergenza ha colto di sorpresa anche il sindaco M5S di Pomezia, raggiunto nella tarda serata di lunedì da una telefonata delle Prefettura che avvisava del trasporto dei profughi. Nel progetto della Prefettura di Roma, il residence Pomezia è stato ristrutturato per ospitare 300 persone.
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ESCLUSIVO. La Prefettura dispone il trasferimento di un primo gruppo di nigeriani nell’albergo. Qui in sette giorni hanno allacciato luce e acqua. Servizi negati agli altri cittadini, l’ira dei residenti
