Sempre più chiamate arrivavano agli uomini delle forze dell’ordine per denunciare rapine tutte con una caratteristica come: una violenza inaudita. Una vera e propria escalation che ha messo in allarme gli agenti del commissariato San Paolo chiamati ad intervenire sempre più spesso nelle zone della Magliana, Marconi e del Portuense. Gli investigatorio sono riusciti a mettere insieme gli indizi ed a individuare i responsabili, con una sorpresa: erano quasi tutti giovanissimi.
Nella rete dei controlli dalla Polizia sono infatti finite dieci persone, cinque dei quali minorenni. Decine i colpi messi a segno dalla banda, molti dei quali caratterizzati da una ferocia inaudita tanto da provvocare ripercussioni anche gravi per le vittime. Derubati e picchiati, in tanti sono dovuti ricorrere alla cure dei sanitari per le percosse ricevute, con prognosi anche di 30 giorni.
Le vittime, nel descrivere l’accaduto, riferivano agli investigatori di criminali che si muovevano in gruppi di tre o quattro persone e che attuavano un modus operandi particolarmente violento, utilizzando abitualmente bastoni ed in alcuni casi anche un piede di porco per colpire i malcapitati, e coltelli per intimorire.
La svolta delle indagini è scaturita dal riconoscimento di un gruppo di ragazzi che avevano operato una serie di danneggiamenti ad autovetture in largo S. Silvia.
Un servizio effettuato però presso il Campo rom di Candoni ha consentito di riconoscere un ragazzo appartenente al gruppo di malviventi. Da lì si è riusciti a risalire a tutti i componenti.
Il Giudice per le Indagini Preliminari, dopo aver valutato tutto il quadro rappresentato dalle competenti Procure, ha emesso per i cinque maggiorenni delle misure di custodia in carcere, mentre per i cinque minori due misure di custodia presso un centro specializzato, due misure di custodia a casa ed una misura prescrittiva presso il luogo di abituale dimora.
Le indagini hanno messo in luce che il gruppo di minorenni, o di appena maggiorenni, appartenenti a varie etnie, metteva a segno i colpi per avere la sufficiente disponibilità economica per vestire con abbigliamenti griffati ed alla moda. L’appartenenza al gruppo, inoltre, era vincolata alla commissione di atti di violenza, tant’è che spesso i minori, quasi a titolo di rito iniziatorio, erano quelli che dovevano attuare le violenze sulle vittime.

