Da immateriale a luogo fisico dove esplode la rabbia, l’indignazione e la denuncia. Sul profilo Facebook di Furio Fusco, il manager fotografo delle modelle romane e non solo, esplodono i commenti e l’indignazione. Il social network preferito dal cacciatore di lolite si è trasformato così in una pubblica gogna.
“A Rebibbia ti fanno la festa…” alludendo al trattamento riservato solitamente in carcere ai detenuti accusati di pedofilia. C’è chi rincara: “Buon casting a Rebibbia! Attenzione a non far cadere il sapone”, e chi ha già scritto la sentenza: “Buttate la chiave”.
A fare più rabbia l’accusa infamante di prediligere le minorenni: “Complimenti.. pure pedofilo!!! hanno fatto bene ad arrestarti oggi!! buona permanenza a Rebibbia”, oppure “pedofilo pedofilo pedofilo pedofilo!”, “Un coglione in meno !!! 😀 :-D”, “Merda di un pedofilo!”, “Pedofilo demmerda te scoppiasse la testa!”, “Fatti curare malato di cervello!!!!!!!!”.
Il fotografo convinceva le ragazzine ad accettare le sue attenzioni con una vera e propria “opera di persuasione”, che si concentrava sulle “giovani più sensibili alle sue richieste: Fusco, nelle conversazioni intercettate, declamava le sue capacità di massaggiatore in grado di far raggiungere particolare “piacere” a chi ne usufruiva, massaggi che in alcuni casi potevano anche prevedere l’uso “di vibratori che l’uomo indica come giocattoli”. Questo il lato più preso di mira dalla rete: “Tacci tua ..e de quanno non te beccano in dieci e te gonfiano …MAIALE !!!”.
Ma c’è anche chi mette sotto accusa la disponibilità delle ragazzine e sono soprattutto le donne ad andare giù duro: “Ehm..le bimbe erano “grandicelle” abbastanza da intendere e volere, non credo fossero nemmeno loro degli agnellini pasquali, e poi dai su ..non siate ipocriti, come se nessuno di voi si girasse a guardare una diciottenne di bellapresenza che passa, mi ci gioco la testa. Questi linciaggi sono da gente retrograda e ipocrita, fatela finita, che passate al torto”. Si legge ancora:
“É giustissimo che chi sbaglia e,soprattutto in questo modo, paghi, perché fa schifo, mi viene il vomito a vedere che succedono ancora queste cose,ma penso anche che a 14 anni un cervello lo hai e dovresti usarlo! Anche se ti promettono il mondo non per questo sei giustificata ad accettare certe cose! Credo anche che i genitori, specialmente quando le ragazze sono minorenni, hanno l’obbligo di accompagnarti e di essere presenti agli scatti! Forse tante cose si eviterebbero!”
La risposta arriva a stretto giro da una ragazza che da quei provini era fuggita: “Conosco Furio, ma di sfuggita.. ho 17 anni e ringrazio Dio ad avermi sostenuta quel giorno quando feci il provino nel suo ufficio… Non ero convinta.. c’era qualcosa che non andava in lui.. ci fui andata con mia mamma.. e lui insisteva dicendo che secondo lui i genitori non si devono mischiarsi in queste cose, e che tocca lasciare le figlie libere… Bhe io proprio per quello capii che non era una persona affidabile.. xche mi dispiace, toccatemi tutto, ma mia mamma, compagna di avventure e concorsi no! Appena ho letto la notizia sono rimasta a bocca aperta.. Spero che ora in carcere gli faranno male male male!”
Furio Fusco non è un nome qualunque, ma un professionista conosciuto in tutta la capitale: un lavoro borderline il suo e c’è chi lo mette in evidenzia sottolineando anche la promiscuità delle giovani romane: “Mi rivolgo a tutti i maschietti moralisti….!! La sera uscite mai nelle vie del centro di Roma, venite mai a Pontemilvio, andate mai nelle discoteche, agli aperitivi ecc….? Quante ne vedete minorenni super acchittate vestite in maniera strasexy..!! Ora voglio vedere quanti di voi nn si girano x guardarle e spesso fanno pensieri strani su di loro….!! Quindi vi prego fatela finita con sti commenti del cazzo da finti moralisti…!! Sono le,ragazze stesse ad essere troiette e nn Furio ad essere Pedofilo….!! Le ragazze sono tutte sviluppate e con un cervello,nn bambine che giocano con le bambole a casa….!!!!”
Infine c’è chi fa il garantista, e chiude con un sorriso ironico: “Fermo restando che fino a quando uno non è condannato vale la presunzione di innocenza ma per la postproduzione di questa di certo merita una condanna e il sequestro di photoshop visto il l’orribile scontorno e il ritocco alla pelle!”.

