Tre righe alla fine di una delibera di Giunta e due date che fanno pensare: il giallo è servito. Si prepara una nuova bufera sul servizio di trasporto che nel cuore di Roma è riservato agli ospiti della città: un mare di linee e decine di fermate con mezzi a due piani, alcuni anche cabriolet, che caricano e scaricano soprattutto giapponesi e americani, ma anche russi e, da quando c’è Papa Francesco, nugoli di sudamericani.
E’ un tormentone che dura da anni e che vede contrapposto il Comune di Roma e gli operatori dei pullman turistici: un business che vale almeno 1,5 milioni di euro a linea e che per il traffico romano è una specie di incubo. Così come lo è per il Tar e il Consiglio di Stato chiamati a cadenza ad esprimersi.
Dopo i tentativi della Giunta Alemanno di mettere ordine nel settore, la “patata bollente” è passata nelle mani della Giunta di Ignazio Marino che, l’8 novembre dello scorso anno ha approvato una delibera dal profumo bizzarro. La materia è complessa e merita la massima attenzione nella lettura di quanto emerge dai documenti in possesso di affaritaliani.it.
Dunque, come risulta dagli atti, la delibera di giunta 395 ha preso atto delle decisioni dei giudici amministrativi che hanno congelato la gara per la concessione delle linee riservate al granturismo e ha deciso la sospensione di tutte le nuove autorizzazioni in attesa di bandire una nuova gara. Inoltre ha definito i criteri di massima per il nuovo bando. Al punto 2 il sindaco Ignazio Marino e l’assessore Guido Improta decidono di cristallizzare il sistema, sospendendo” il rilascio di nuove autorizzazioni”. Ma al termine della delibera, compaiono tre righe che, di fatto scongelano gli appetiti. Scrive a sorpresa la Giunta Comunale: “Potranno essere rilasciate esclusivamente autorizzazioni provvisorie all’esercizio di attività di gran turismo per gli operatori che abbiamo già presentato istanze prima dell’adozione del presente provvedimento”. Insomma, sistema bloccato ma se per caso qualche società, nella speranza di fare business, ha presentato una domanda, può essere autorizzata a condizione che sia stata presentata prima della delibera. Un atto pasticcione che dice tutto e il suo contrario.

Tant’è che quelle tre righe finali della delibera danno il via al miracolo. Mentre gli uffici del Dipartimento VII Mobilità erano intenti nella scrittura delle delibera pasticciona, due società presentano altrettante richieste. In fretta e furia al Dipartimento il 29 ottobre scrive la società TtS Tourist Travel Service che chiede “di pote riprendere l’attività di trasporto di linea di gran turismo, già svolto in base ad autorizzazione esercita sino al 20 febbraio del 2013”. Passa qualche giorno e si verifica la seconda apparizione: il fax del Dipartimento riceve l’anticipazione della domanda di una seconda società, la Rossi Bus che, pressata dai tempi e dalla paura che la posta non sia una garanzia, si affida prima al fax il 5 novembre e alla posta ordinaria il giorno successivo. Anche la Rossi presenta formale richiesta di autorizzazione.
Quindi il cerchio si chiude con la delibera datata 8 novembre che concede ai due saggi richiedenti la facoltà di poter lavorare. Da notare che le due società avevan partecipato alla gara bloccata da Tar e Consiglio di Stato ma la posizione in graduatoria non era tale da aprire per lor il meraviglioso mondo dei turisti. Dal 9 dicembre sono state autorizzate. Si conceda al cronista un commento: nei casi ordinari la pubblica amministrazione non è solita riaprire i termini di un permesso o concessione con una delibera che congela sistemi. La procedura indicata e consigliata è quella di un avviso pubblico – e trasparente che avverte gli operatori del settore della possibilità di richiedere permessi provvisori entro un certo termine. Trascorso il quale, come si dice in Campidoglio e non solo, non c’è più trippa per gatti. Qui la trippa c’è e i gatti pure.
Come sempre Affaritaliani.it pubblicherà tutti i chiarimenti e le osservazione che il Comune di Roma vorrà inviare.
