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Caccia al fagiano e sagre del tartufo. Spese pazze in Regione imbarazzano il Pd

Due anni dopo il “Batman di Anagni” riesplode alla Pisana lo scandalo “spese pazze” che travolse la Giunta Polverini. Allora toccò al Pdl, ora si scopre che i fondi destinati al funzionamento del gruppo democratico venivano offerti ad amici e simpatizzanti per pranzi e feste. Con i soldi pubblici sarebbero state pagate anche multe, biglietti aerei e pure gli addobbi per l’albero di Natale

Non solo le celebri feste in maschera (di maiale) del consigliere regionale Carlo De Romanis o i conti folli del “Batman di Anagni” Franco Fiorito, al Consiglio regionale del Lazio dopo due anni si torna a parlare dello scandalo “spese pazze” che dopo aver travolto la giunta Polverini, riesplode a Rieti dove, secondo indiscrezioni raccolte dal Tg di La7, la Procura sabina avrebbe chiuso l’inchiesta sui rendiconti del gruppo consiliare del Pd alla Regione Lazio dal 2010 al 2012.
All’attenzione del procuratore reatino Giuseppe Saieva i 2 milioni e 600 mila euro di rimborsi elettorali e sponsorizzazioni per pranzi, cene e perfino partite di caccia e sagre del tartufo. Nell’inchiesta sarebbero coinvolte in tutto 41 persone, tra ex consiglieri regionali, amministratori pubblici, sindaci, senatori, un deputato e numerosi imprenditori e professionisti.

Tra i nomi di primo piano l’ex capo della sua segreteria di Ingazio Marino, Enzo Foschi, ma anche Esterino Montino, nome di punta del Pd romano e attuale sindaco di Fiumicino e quelli dei senatori Bruno Astorre, Carlo Lucherini, Claudio Moscardelli, Francesco Scalia, Daniela Valentini, ma anche il deputato Marco Di Stefano, già nei guai alla procura di Roma per una presunta mazzetta milionaria. A Rieti è accusato di aver incassato 36 mila euro per pubblicare 25 mila copie della sua autobiografia.
Le indagini iniziate un anno fa sul tesoriere del gruppo consiliare del Pd alla Pisana, Mario Perilli e sui soldi destinati al funzionamento del gruppo che sarebbero invece stati offerti ad amici e simpatizzanti per pranzi e feste. Come la storia dei 25 fagiani frutto di una battuta di caccia a Fiumicino, messi a tavola ma anche sul conto o della sagra del tartufo finanziata con 5.000 euro e spacciata come convegno. Con i soldi pubblici sarebbero state pagate anche multe, biglietti aerei e pure gli addobbi per l’albero di Natale, ma anche per assumere assunzioni di familiari.

LA LISTA DEI RIMBORSI

Tra le voci delle spese indicate come “Riunioni, convegni, conferenze, dibattiti” sarebbero state spese:
1.000 euro per una battuta di caccia e relativo pranzo per 50 persone dal consigliere Di Stefano, più altri 8.000 per la cena di Natale con 200 suoi elettori.
4.500 euro per la Sagra del Tartufo ad Ascrea dal consigliere Perilli.
8.000 euro da Foschi per la realizzazione di murales ne quartiere Quadraro di Roma.
5.000 euro per il sostegno alla campagna elettorale vinta dal sindaco di Rieti.
Negli atti raccolti dai finanzieri anche gli “illeciti amministrativi”, come le fatture emesse da imprenditori o ristoratori per servizi mai svolti, i cui soldi tornavano ai consiglieri per finanziare, solitamente, attività politiche. C’era anche chi aveva chiesto e ottenuto il rimborso dei 2,4 euro per il panino e i 45 centesimi per l’acqua, altri per l’acquisto di cesti di Natale, vini, gadget, olio extravergine di oliva. Altri ancora presentavano spese da 36 mila euro per l’autobiografia, oppure il blog personale di Scalia, che secondo si apprende, è stato realizzato e pagato senza lasciare traccia di documentazione fiscale. Tutte attività che ciascun consigliere avrebbero potuto finanziare con i 4.190 euro netti mensili (rimborsi spese), riconosciuti loro dall’ex articolo 8 della Legge Regionale n° 14 del 18/05/1998 stabilita per l’anno 2011, oltre agli stipendi effettivi.