Si chiude la trattativa con una rottura che spezza ogni speranza e il dramma va in onda nel telegiornale. Con un atto unilaterale l’editore Edoardo Caltagirone decide il destino di venti lavoratori e delle loro famiglie, scrivendo la parola fine alla storia di una delle più anziane e seguite emittente televisive regionali. Dopo tre mesi di trattativa sindacale, nell’incontro di mercoledì 10 presso la Regione Lazio è stato formalizzato il mancato accordo.
Quali saranno i tempi dei attuazione dei licenziamenti non sono ancora chiari, di sicuro c’è che giornalisti e tecnici da diversi mesi non percepiscono lo stipendio, pur continuando a fare il loro lavoro, andando in onda ogni giorno per informare i telespettatori come hanno sempre fatto.
La notizia è stata data in diretta nel tg della sera: ai limiti del pianto la conduttrice ha letto un doloroso quanto durissimo comunicato stampa: “Lavorare all’interno di un’azienda con una proprietà ostile che ha dimostrato di non avere nessuna cura per la dignità delle persone non è facile. Un’azienda in difficoltà con un bilancio che mostra perdite importanti ha il diritto di chiudere, ma non per questo si può permettere di non pagare gli stipendi ai suoi dipendenti per mesi costringendoli ugualmente a venire al lavoro, non si può permettere di affamare venti famiglie dopo avergli detto che si trattava di difficoltà temporanee e superabili, senza avvisarli della messa in liquidazione che invece era già era stata già decisa da tempo e scoperta solo da una nostra inchiesta giornalistica”.
Infine l’affondo più pesante: “Non sappiamo quale sarà il destino del marchio T9 e della nostra frequenza dalla quale trasmettiamo: non escludiamo che dietro questa decisione ci sia solo la volontà di liberarsi dei dipendenti e non chiudere”.

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Mancato accordo alla Regione. La notizia viene data con la lettura commossa di un comunicato ufficiale: “Lavorare all’interno di un’azienda con una proprietà ostile che ha nessuna cura per la dignità delle persone non è facile”. IL VIDEO
