Microcriminalità, discariche a cielo aperto, condizioni igienico-sanitarie preoccupanti, roghi tossici: quando si pensa ai villaggi dell’accoglienza realizzati negli anni per “rom, sinti e camminanti” non ci sono altre immagini che vengo in mente. Quella dei campi nomadi è una battaglia persa e a sancirlo con parole chiare è la Regione Lazio.
Se è vero, infatti, che la Regione ha attivato ad aprile la costituzione del tavolo per l’inclusione delle popolazioni Rom, sinti e camminanti, a sei mesi dalla sua presentazione questo sembra ancora al palo. La denuncia viene da Adriano Palozzi, consigliere regionale di Forza Italia che riporta quanto ha dichiarato l’assessore regionale Rita Visini rispondendo ad una interrogazione sul tema. “L’approccio di trattazione del fenomeno, in modo meramente emergenziale, si è rivelato spesso fallimentare o comunque da considerare solo per un periodo di tempo limitato, al termine del quale le istituzioni dovrebbero predisporre una programmazione strutturata di interventi”.
“Un’affermazione che cozza paurosamente con l’operato nullo di Roma Capitale sul fronte sicurezza dei campi nomadi” dichiara il consigliere che aveva richiesto che la Regione facesse chiarezza su quali azioni la giunta Zingaretti volesse mettere in campo per aiutare a dare definitiva soluzione a una questione sociale che interessa non solo la Capitale ma anche il suo hinterland.
“Un fenomeno sociale allarmante su cui il Campidoglio, che ha competenza amministrativa sulla gestione degli insediamenti attrezzati, e che si è chiuso da tempo in un assordante silenzio. Purtroppo le risposte arrivate dall’assessore regionale Visini non sono risultate convincenti. È mai possibile che ci vogliano tempi biblici affinché gli enti interessati si iscrivano ai tavoli tematici – si chiede il consigliere forzista – Quando saranno ufficialmente convocati al fine di avviare la programmazione degli interventi in materia? Il lassismo politico – conclude Palozzi – nuoce quotidianamente alla vivibilità di migliaia di famiglie romane, che chiedono solamente una vita serena e in piena sicurezza”.


