“Un sito molto remoto e non accessibile, e dotato di recinti e impianti di sorveglianza”. La Commissione Europea punta il dito sulla condizione abitativa dei rom soffermandosi sul ‘campo’ in località La Barbuta. Nella missiva, avente per oggetto: ‘Richiesta di informazioni aggiuntive riguardo a questioni di alloggio dei rom in Italia ai fini della direttiva 2000/43/CE sull’uguaglianza razziale’ inviata dalla Direzione Generale Giustizia della Commissione Europea al Governo italiano si profila una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia.
“C’è un investimento di ingenti somme di denaro del nostro bilancio nella gestione dei campi rom che invece andrebbero chiusi tutti”. afferma il consigliere di Lega dei popoli, Marco Pomarici, intervenendo in Aula Giulio Cesare. “Se sono nomadi dovrebbero entrare nella nostra citta’ – ha aggiunto Pomarici – stare tre mesi e riprendere la via del cammino uscendo dalla nostra citta’ o anche dal nostro Paese. Roma e’ invasa senza alcun controllo da questa gente che sta minando il progetto sicurezza delle nostre strade a partire dalla squadra che rovista nei bidoni, all’occupazione delle case dell’Ater ed entrano nei nostri appartamenti senza alcun controllo”.
Nella Capitale infatti, sebbene riguardi appena 1200 famiglie, la gestione dei campi ha comportato un esborso di risorse pubbliche pari di ben 25 milioni di euro solo nel 2013. “Con risultati disastrosi di inclusione sociale, lavorativa, abitativa – denunciano i Radicali per voce della stessa Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani, e Riccardo Magi, presidente di Radicali Italiani e consigliere comunale a Roma – Il rischio di una nuova condanna dell’UE che incombe sull’Italia, con ulteriori aggravi sul bilancio dello Stato, deve spingere l’Amministrazione di Roma Capitale ad adottare pienamente la Strategia nazionale di inclusione delle comunità Rom, Sinti e Camminanti”.



