Sta ottenendo ottimi riscontri su Prime Video La Sobrietà (Tejo Film), il nuovo film del regista foggiano Carlo Fenizi. L’opera sta attirando l’attenzione sia della critica che del pubblico, confermando il talento e la crescita professionale di un autore che ormai non può più essere definito un regista emergente. Nel corso degli anni il cineasta ha costruito una filmografia articolata e personale, distinguendosi per uno stile che unisce realismo, elementi visionari e una costante ricerca narrativa. Dopo gli esordi con il lungometraggio Effetto Paradosso (2011), Fenizi ha firmato Quando si muore… si muore! (2014), per poi proseguire il suo percorso con Istmo (2020), opera che ha contribuito a consolidarne la maturità artistica. A questi lavori si aggiungono il mediometraggio La luce dell’ombra (2008) e i cortometraggi Umbra (2015) e Maltempi (2022), che testimoniano la sua continua sperimentazione cinematografica. Con La Sobrietà aggiunge un nuovo tassello a un percorso artistico sempre più maturo e riconoscibile, confermandosi come una delle voci più originali del cinema indipendente italiano.
La trama e il manifesto del film

La pellicola segue le vicende di Rodrigo, un regista in crisi professionale che incontra Kimba, una controversa actor coach e direttrice di casting. Affascinato dal suo enigmatico “Metodo Kimba”, Rodrigo decide di documentarne le attività insieme allo sceneggiatore Cornelio. Quella che inizialmente sembra una semplice indagine sul mondo della recitazione si trasforma però in un viaggio sempre più ambiguo, dove realtà e finzione si confondono e il confine tra chi osserva e chi viene osservato diventa sempre più sottile.
Roma protagonista della narrazione
Originario di Foggia, Carlo Fenizi vive e lavora da tempo a Roma, città che è diventata il centro della sua attività professionale. Non a caso, La Sobrietà è stato girato in parte nella Capitale, che non rappresenta soltanto un semplice sfondo, ma diventa un vero e proprio teatro della narrazione. Le strade, le piazze e gli scorci urbani romani accompagnano infatti i protagonisti nel loro percorso, contribuendo a creare quell’atmosfera sospesa tra realtà e immaginazione che caratterizza il film.
La regia visionaria di Carlo Fenizi
Uno degli aspetti più apprezzati dell’opera è proprio la regia di Carlo Fenizi, da sempre caratterizzata da una forte impronta visionaria. Il regista costruisce immagini evocative e suggestive, alternando momenti di realismo a sequenze più simboliche e oniriche. Il suo stile punta a coinvolgere lo spettatore non solo sul piano narrativo, ma anche su quello emotivo e psicologico, creando un cinema che invita alla riflessione e lascia spazio a molteplici interpretazioni. In La Sobrietà, questa cifra stilistica emerge con particolare forza attraverso una messa in scena ricercata, capace di trasformare luoghi e personaggi in elementi di un racconto che va oltre la semplice cronaca degli eventi. Fenizi conferma così una poetica cinematografica personale, sempre attenta all’introspezione e alla forza delle immagini.
Un cast ricco di volti noti
Tra i protagonisti figurano Michele Venitucci, Eva Basteiro-Bertolí e Francesco Zenzola. Ad arricchire il cast ci sono inoltre nomi molto noti dello spettacolo italiano e internazionale come Amanda Lear, Carmen Russo, Antonia San Juan e Cloris Brosca, insieme a Shaila Esposito, Julieta Marocco, Cosetta Turco e altri interpreti che contribuiscono a rendere il film corale e ricco di sfumature.

