L’azione in cui è stato fermato Massimo Carminati l’ex terrorista dei Nar al centro dell’inchiesta Mafia Capitale. Il boss era pronto a darsi alla fuga e per la cattura i carabinieri del Ros hanno chiesto la collaborazione del nucleo “cacciatori” dell’Arma di Roma che lo hanno intercettato sulla sua Smart in via Monte Cappelletto, una stradina di campagna a Sacrofano, poco lontano dalla sua abitazione.
Massimo Carminati, sarebbe stato a conoscenza del suo imminente arresto. Secondo quanto si apprende, avendo avuto sentore del precipitare degli eventi, avrebbe improvvisamente cambiato abitudini di vita. Nei giorni precedenti all’arresto, sentendosi braccato, l’ex Nar, che aveva pianificato una fuga all’estero. Si era fatto piu’ guardingo e aveva improvvisamente cambiato le proprie abitudini: aveva smesso di usare il cellulare e si serviva di cabine telefoniche per contattare i suoi amici, non dormiva piu’ a casa e stava sempre in giro. Massimo Carminati si sentiva braccato, come se fosse stato avvertito dell’arrivo di un provvedimento restrittivo a suo carico. Per questo i carabinieri del Ros lo hanno fermato domenica, due giorni prima di eseguire gli altri arresti, sottoponendo a perquisizione la sua casa di Sacrofano alla ricerca di armi da guerra. Armi che poi non sono state trovate.
Ultimamente Carminati si era fatto vedere piu’ di una volta anche a piazzale Clodio, probabilmente alla ricerca di qualche consiglio sul da farsi. Chi indaga ritiene che proprio alla fine della scorsa settimana qualcuno (ancora da identificare) lo avesse allertato e che il capo dell’associazione di stampo mafioso avesse preso in considerazione l’idea di scappare.

