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Carmine Consalvi e Nicoletta Tinti corrono senza gambe. Miracolo esoscheletro. LE FOTO

Una sfida apparentemente impossibile: partecipare alla Maratona di Roma senza l’uso delle gambe. Eppure il ventisettenne Carmine Consalvi e Nicoletta Tinti (36) ce l’hanno fatta. Entrambi paraplegici, costretti su una sedia a rotelle in età già adulta, sono riusciti oggi a tagliare il loro grande traguardo: percorrere viale delle Terme di Caracalla per un chilometro grazie a ReWalk, un esoscheletro robotizzato che ha permesso ai due ragazzi di “rialzarsi in piedi”. Una maratona simbolica quella di Carmine e Nicoletta, che si sono sfidati con grande coraggio questa mattina, vincendo entrambi. L’iniziativa è stata patrocinata dalla Fondazione Santa Lucia e dal suo nuovo Training Center ReWalk di Roma. “Ho avuto un incidente stradale quasi tre anni fa con la moto – ha raccontato Carmine – e sono finito sulla sedia a rotelle con una lesione completa dorsale molto alta. Io utilizzo ReWalk da circa un anno. Grazie a questo esoscheletro e attraverso l’ausilio di un parente o di qualcuno che ti sta vicino, è possibile usarlo a casa, andare a fare una passeggiata, allenarsi. E’ interessante. Basta dare un input con un orologio che dà l’impulso, poi attraverso gli arti superiori controlli l’equilibrio e dai la direzione”.
Nicoletta, 36 anni, ha perso l’uso delle gambe sette anni fa, nel 2008, “per un’ernia espulsa che in poco tempo ha comportato una lesione midollare, io stavo dormendo”. Per lei percorrere questo chilometro “sicuramente è stato il raggiungimento di un obiettivo, quindi una sfida che si è conclusa bene. E’ stata una bella esperienza. Io sto seguendo un training presso un centro di Arezzo oramai da alcuni mesi, è stato un percorso interessante e molto emozionante. Io non uso quotidianamente l’esoscheletro, ma mi sta aiutando sicuramente dal punto di vista del mantenimento di tutto ciò che non è più attivo. Io ho una spasticità eccessiva agli arti inferiori e ReWalk mi aiuta a rilassare le gambe e ad avere delle giornate più piacevoli”. Carmine e Nicoletta hanno avuto un accompagnatore d’eccezione questa mattina: l’attore comico Max Giusti: “Se li conosci capisci come non puoi non sostenerli – ha detto – Questa per me è una grande avventura, loro sono un esempio per tutti e lo sono per me. Sono due ragazzi normali, due grandi sportivi che si mettono in discussione ogni giorno. Io sono un po’ furbo, nel senso che stare vicino a loro mi dà una carica enorme. Non sono io che dò il mio supporto a loro, ma loro che supportano me”.
ReWalk è un esoscheletro che s’indossa alla stregua di una tuta. E’ composto da un sostegno motorizzato per le gambe, l’anca e le ginocchia ed è controllato da un computer di bordo. La batteria, situata all’interno di una sorta di zaino, dura tutto il giorno. Mediante dei sensori, il passo della persona e i suoi spostamenti di baricentro sono controllati in modo da adattare l’andatura e renderla il più naturale possibile. Quando la persona si piega leggermente in avanti, il congegno si attiva ed è possibile iniziare a camminare. Un sistema di controllo, inoltre, fa sì che, in caso si verifichino malfunzionamenti o anomalie, il movimento si fermi e la persona si pieghi lentamente in modo assistito, evitando così cadute e traumi. Come ha spiegato il Dottor Marco Molinari, Neurologo Primario e Responsabile Progetti Esoscheletri della Fondazione Santa Lucia IRCCS: “Noi siamo soggetti nati per stare in piedi. Camminare è fondamentale per il nostro sistema circolatorio, per il nostro cuore, il nostro intestino e per il metabolismo in generale. Riuscire a tornare in piedi è importante non solo per spostarsi, ma anche per stare meglio”. Questo gioiello della tecnologia non rappresenta però ancora l’alternativa alla sedia a rotelle che “per ora è sempre vincente, ma l’esoscheletro sta ricevendo un interesse fondamentale. In un prossimo futuro ci aspettiamo un’integrazione uomo-macchina che ci permetterà di superare quelli che sono i limiti attuali e, quindi, poter essere un competitor vero anche per quanto riguarda la carrozzina. L’esoscheletro è uno strumento medico – ha precisato Molinari – quindi richiede una prescrizione medica e ci sono delle condizioni di ingresso e di uscita, quindi il paziente deve essere selezionato per poterlo utilizzare. La persona che lo usa deve avere un buon controllo del funzionamento degli arti superiori e deve riuscire a mantenere in equilibrio la macchina e sé stesso. Non è un compito facile”, ma è un’abilità che “si riesce ad acquisire abbastanza bene specialmente nei soggetti giovani. Lo sviluppo tecnologico è continuo – ha concluso – i finanziamenti sono molti da parte delle strutture private, ora servirebbero i finanziamenti pubblici. Alla Fondazione Santa Lucia quello che cerchiamo di fare è portare la ricerca direttamente nell’attività clinica e sfruttare nel modo migliore le innovazioni tecnologiche a beneficio dei pazienti del Lazio”.